
(METEOGIORNALE.IT) L’inverno si prepara a rimettersi in riga dopo un febbraio decisamente anomalo e fin troppo stabile soprattutto al nord. Ora la stagione ha la giusta occasione per tentare, quantomeno, di salvarsi in calcio d’angolo. Potrebbe riuscirci tra domenica e lunedì grazie ad un’avvezione fredda artico-continentale che dovrebbe riportare condizioni meteo tipicamente invernali al nord.
Ma attenzione: solo il nord Italia vedrà il calo termico più importante, capace di riportare la neve a quote bassissime o addirittura in pianura. Sarà un’ondata di freddo molto veloce, ma le precipitazioni non dovrebbero mancare su regioni come Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio e Sardegna: saranno queste le aree più colpite da piogge e nevicate fino a lunedì.
I fiocchi bianchi scenderanno in pianura dal primo pomeriggio di domenica su Emilia, Lombardia, Piemonte e a bassa quota sulla Liguria centrale. Fiocchi anche su Valle d’Aosta, Trentino alto Adige e colline del Veneto. Non escludiamo una veloce nevicata domenica pomeriggio anche sul Veneto-centro-meridionale, in pianura. Sia chiaro: gli accumuli di neve più sostanziosi riguarderanno i settori pedemontani e le colline dell’Emilia e del Piemonte occidentale tra cuneese e torinese. In pianura gli accumuli saranno molto blandi o al più parleremo di semplici spolverate. Da lunedì veloce miglioramento su gran parte del nord eccetto le ultime nevicate su cuneese, torinese, Appennino ligure ed Emilia.
Poi cosa succederà? Le ultime ore di febbraio vedranno ancora tempo perturbato su tante località da nord a sud, ma con temperature un po’ più alte. Il Mediterraneo sarà ancora sede di aree depressionarie colme di umidità, per cui l’ombrello dovrà necessariamente farci compagnia per qualche altro giorno.
Ed ecco che siamo giunti a marzo, il primo mese della primavera meteorologica e l’ultimo dell’inverno astronomico, il quale si concluderà il 20 marzo. Le tendenze meteo per il prossimo mese sono volte ad un tipo di tempo più invernale che primaverile. Il motivo? Potremmo assistere ai tanto conclamati effetti dello “stratwarming” in atto da diversi giorni. Il riscaldamento stratosferico si rivelerà molto probabilmente di tipo “desplacement“, il cui effetto principale potrebbe essere, alle quote troposferiche, quello di un riversamento di aria gelida polare dal Canada/Groenlandia verso l’Europa centro-settentrionale.
Insomma le correnti fredde artiche resteranno a due passi dal Mediterraneo anche nel mese di marzo, per cui il rischio di potenziali nuove avvezioni fredde sulla scia di questo finale di febbraio sarà ben presente. (METEOGIORNALE.IT)
