
(METEOGIORNALE.IT) La dinamica di ondate siberiane è molto complessa. Dagli anni ’80 del secolo scorso è stata individuata una causa effetto, quella di un forte riscaldamento della Stratosfera che va a modificare il sistema delle correnti alle quote inferiori, invertendo la rotta, e quindi, in Europa generando il grande freddo dalla Russia, riversandovi l’aria presente in Siberia.
La previsione delle ondate di gelo dipende da molti fattori, soprattutto quelle di origine siberiana. La maggiore affidabilità è fornita dai modelli matematici meteorologici. Questi modelli prendono in considerazione le condizioni attuali dell’atmosfera e le proiettano in avanti nel tempo per prevedere le condizioni future. I modelli meteorologici possono essere utilizzati per prevedere le temperature, la velocità del vento e l’umidità, che sono tutti fattori importanti per determinare se ci sarà un’ondata di gelo.
Un’altra fonte di informazioni utili per prevedere le ondate di gelo è rappresentata dalle osservazioni meteorologiche effettuate in tempo reale alle varie quote (quindi anche la Stratosfera). Queste osservazioni possono essere fatte utilizzando stazioni meteorologiche terrestri, satelliti meteorologici e altri strumenti di monitoraggio. Queste informazioni possono essere utilizzate per valutare le condizioni meteorologiche attuali e prevedere eventuali cambiamenti in futuro.
Inoltre, ci sono anche indicatori che possono aiutare a prevedere le ondate di gelo, questo in generale, come ad esempio le oscillazioni della temperatura delle acque oceaniche o le oscillazioni della pressione atmosferica. Questi indicatori possono essere monitorati per rilevare eventuali anomalie e prevedere eventuali cambiamenti nel clima.
In generale, la previsione delle ondate di gelo è un compito difficile che richiede l’utilizzo di molte fonti di informazione e l’applicazione di modelli meteorologici sofisticati. Tuttavia, con gli strumenti giusti e una buona conoscenza delle condizioni meteorologiche locali, è possibile ottenere una previsione accurata delle ondate di gelo e prendere le necessarie misure di protezione.
Le informazioni del passato sono utili per conoscere gli estremi raggiungibili, durante un evento di gelo, in una certa località.

Il 7 febbraio, se al Nord il clima è rigido ma secco e il vento settentrionale ha spazzato anche la nebbia padana, al Centro-Sud continuano a imperversare le bufere di neve, particolarmente intense su Abruzzo e Molise.
Dopo una breve pausa, ha ricominciato a nevicare nella Marsica. Sul Pian delle Cinque Miglia, sul Parco Nazionale d’Abruzzo e sull’Alto Molise, in poche ore, durante la mattinata, il manto bianco è cresciuto di altri 60 cm.
Al Passo della Forchetta le strade sono coperte da oltre due metri di neve, e da otto giorni il transito è cessato. A Capracotta si esce ormai di casa solo dalle finestre. Il Lago di Campotosto è completamente gelato. A Bocca di Valle la neve ha raggiunto i tre metri di altezza.
In provincia di Teramo la neve, che continua ininterrottamente a cadere da giorni, ha raggiunto i due metri di altezza nei comuni di Vallecastellana, Pietracamela e Rocca Santa Maria. In provincia di Macerata tutti i comuni sono isolati.
La situazione non è migliore in Puglia. Nevica ininterrottamente da 90 ore su tutta la provincia di Bari e su quella di Brindisi. Queste le altezze del manto nevoso: Castellana: 140 cm; Casamassima: 130 cm; Convenago e San Michele: 120 cm; Fasano, Locorotondo, Alberobello, Noci, Putignano: 100 cm.
Su tutti questi comuni la vita è paralizzata. Vicino a Locorotondo la neve è alta addirittura due metri.
Anche in provincia di Foggia continua a nevicare, compreso sul capoluogo. In numerosi comuni della provincia l’altezza della neve supera il metro e mezzo.
Una tormenta di neve si è abbattuta sul Vesuvio e zone limitrofe. Nei paesi ai piedi del vulcano la neve raggiunge uno spessore di 10 cm.
A Napoli centro la temperatura registra estremi giornalieri di -1,5/3,8°C. Fa ancora più freddo a Sorrento che registra estremi di -3,4/2,8°C.
In Sicilia l’ondata di freddo raggiunge l’apice. Una fitta nevicata cade su Palermo e sui paesi della Conca d’Oro. A Palermo si deposita sulle strade formando una sottile patina di ghiaccio. La temperatura minima, in centro città, ha toccato 0,3°C.
Taormina è coperta da 10 cm di neve e la vicina “Isola Bella” sembra un’enorme palla di neve sospesa sul mare.
Tutti i centri alle falde dell’Etna sono imbiancati da una coltre bianca spessa almeno 20 cm. Una breve ma intensa nevicata è caduta persino su Catania, imbiancando tetti e strade. ll fenomeno non si verificava da moltissimi anni.
A Caltanissetta la neve ha raggiunto i 20 cm di altezza. La temperatura è rimasta sotto zero per tutta la giornata.
Ma è davvero eccezionale quello che accade a Lampedusa, nel punto più meridionale d’Italia (l’isola fa parte della piattaforma continentale africana), dove per la prima volta cadono fiocchi di neve dal cielo.
Queste insolite nevicate fin sulle coste della Sicilia sono rese possibili da isoterme molto basse al livello di pressione di 850 hPa (circa 1400 metri di altezza), che sopra la Sicilia raggiungono valori di circa -7°C.
Il freddo maltempo e le nevicate proseguiranno anche il giorno successivo… (METEOGIORNALE.IT)
