(METEOGIORNALE.IT) Questione ampiamente discussa e che tutt’ora genera non poche frizioni e diversità di vedute all’interno della comunità scientifica. C’è chi sostiene che il riscaldamento globale è inarrestabile, chi invece propende verso una ciclicità climatica che dovrebbe condurci verso un lungo periodo di freddo.

Due gli elementi che giocano un ruolo fondamentale: il sole e l’anidride carbonica. Chi dà maggior peso all’influenza solare sull’andamento climatico terrestre sostiene che ben presto dovremo fronteggiare inverni via via più freddi. Per quale motivo? Perché stiamo andando incontro a un minimo solare particolarmente profondo, un minimo d’attività solare che potrebbe rivelarsi senza precedenti.
Se fosse vero che l’anidride carbonica non è il male del pianeta, tale tesi potrebbe prendere il sopravvento. Recentemente è stato fatto notare come vi siano segnali di una progressiva espansione, stagionale, del ghiaccio artico in particolari zone.
Di contro c’è chi sostiene che l’innegabile influenza della CO2 nel progressivo riscaldamento del pianeta porterà un ulteriore aumento delle temperature globali. Secondo questa tesi la ridotta attività solare servirà esclusivamente a limitare leggermente il global warming, non a cambiare radicalmente le carte in tavola.
Capite bene che in presenza di tesi diametralmente opposte dirvi chi ha ragione non spetta certo a noi. Al momento possiamo solamente dire che negli ultimi anni abbiamo visto l’Anticiclone Africano dominare in lungo e in largo. Gli ultimi 2 inverni, poi, sono stati i peggiori di sempre nonostante alcuni pattern climatici puntassero in ben altra direzione.
Non resta che aspettare, d’altronde se il ciclo climatico del caldo stesse per lasciarci gli effetti di un raffreddamento inizierebbero a manifestarsi tra qualche anno. (METEOGIORNALE.IT)
