
(METEOGIORNALE.IT) Nel percorso del tempo che farà nelle prossime due settimane si prepara una serie di quello che viene definito meteo estremo. Varie complicazioni interverranno anche dall’Oceano Atlantico, dove le previsioni dei centri di calcolo meteo americano ed europeo illustrano la formazione di tempeste oceaniche dalla forza di uragani tropicali.
Questa novità sarà da approfondire, in quanto sono previsti ben due uragani verso le Isole Azzorre con rotte incerte come Cornovaglia e Normandia, oppure Portogallo o nord ovest della Spagna. In passato, era metà ottobre del 2018, Leslie, l’uragano tropicale investì il Portogallo e più marginalmente la Spagna. Ci furono danni ingentissimi.
Non voglio nemmeno pensare all’ipotesi che qualcosa del genere, rapidissimo come evoluzione, ruzzoli verso il Mediterraneo occidentale. Non conosco le elaborazioni dei test sui modelli matematici svolti sui Medicane, ma il solo parlare di uragani con obiettivo le coste europee occidentali non è affatto una buona cosa, in quanto si aprirebbe un capitolo di fenomeni atmosferici a cui non siamo pronti ad affrontare. E non so se la barriera Iberica possa essere un blocco a tali tempeste, ma l’argomento è articolato, e ne riparleremo.
Nel frattempo, l’ondata di caldo viene leggermente ridotta come intensità, forse per via delle almeno due fortissime tempeste tropicali oceaniche. Ma siamo entrati, con le varie novità e complicazioni, in un’area grigia, dove la previsione si complicherà moltissimo verso l’estremo. Per dire, l’Europa del nord piomberà a tratti nel freddo. E questa è un’altra complicazione, come anche l’alternarsi di cicloni e anticicloni nelle Isole Britanniche a distanza di pochi giorni.
Orbene, se adesso i modelli matematici ritrattano di poco il caldo, nelle prossime elaborazioni potrebbero accentuarlo a dismisura, oppure ridurne ancora l’intensità.
Ma a questo punto daremo un maggior controllo, all’evoluzione meteo, per non essere colti di sorpresa dal meteo sempre più pazzo.
Chi di dovere si dovranno organizzare, e per bene, per il rischio di alluvioni lampo, perché quelle colpiscono, come dire, a sangue freddo, e possono ferire il territorio ed anche causare vittime. Ora nelle prossime due settimane non penso vi saranno grossi rischi, ma avanti con settembre ed il resto dell’autunno, nessuno può dire che succederà esattamente.
Vi abbiamo parlato di grandinate terrificando in Catalogna, nei pressi di Barcellona, e questo è meteo estremo. Ma or ora vediamo come un temporale arriva dal nulla e scaraventa in un’area ristretta 50-100 millimetri in un’ora: il nubifragio, descritto spesso come bomba d’acqua.
Non dal nulla, invece, verrà l’onda di calore, che seppur attenuata nel picco estremo, vedrebbe espandersi più a nord, e coinvolgere anche le regioni settentrionale.
Ed ecco che viene da dire che non ci sono più le stagioni di una volta, che il clima è cambiato in peggio.
Le temperature attese nell’evento di calura potrebbero andare sui 40-42 gradi, così sembrerebbe, quantomeno su talune località della Sardegna ed in parte della Sicilia, almeno i 40 gradi pure al Sud. Il ché mi pare sempre un valore ben più che significativo, considerato che succederà nella prima decade di settembre. Per altro, con tutto questo caos aumenterà il tasso di umidità, i mari resteranno caldi ben più della norma, e soprattutto al Nord Italia si avranno temporali simil tropicali, ma con la probabilità di espandersi, sempre a macchia di leopardo nel resto d’Italia.
Insomma, avremo meteo estremo per le due settimane, ma per ora ci auguriamo di trascorrere l’autunno indenni da fenomeni atmosferici che potrebbero essere causa di danni. (METEOGIORNALE.IT)
