
(METEOGIORNALE.IT) Nemmeno il tempo di goderci un piccolo scorcio d’estate, più consono alle nostre aspettative, ed ecco che il quadro meteorologico generale subisce un nuovo cambiamento.
Rassegnatevi amanti del fresco, ormai pare evidente che il grande caldo è pronto a tornare e lo farà come nel più classico dei modi.
Nei prossimi giorni infatti l’anticiclone delle Azzorre continuerà a mantenere un contesto stabile nel cuore dell’Atlantico mentre poco a est, per la precisione vicino alle coste portoghesi, comincerà a farsi sentire un flusso d’aria umida ed instabile in discesa dal Nord Europa che a sua volta innescherà un richiamo d’aria molto calda di matrice sahariana verso l’area del Mediterraneo.
Come detto questo è il classico meccanismo che ormai da alcuni anni attiva le tanto temute ondate di caldo pronte ad avvolgere tutta l’area mediterranea includendo senza scampo anche il nostro Paese.
Dopo alcuni giorni di caldo meno opprimente a carico soprattutto delle regioni del Nord e parte del Centro, ora la situazione torna dunque ad evolvere verso un contesto via via sempre più bollente.
Occhi puntanti all’inizio della prossima settimana quando l’asticella dei nostri barometri punterà verso il “gran secco” a confermare di quanto sia già in atto un deciso aumento della pressione. L’anticiclone africano comincerà così ad avvolgere tutto il nostro Paese provocando un sensibile aumento delle temperature specialmente intorno da metà settimana e almeno fino al weekend.
In questo frangente ecco che le temperature riusciranno a salire rapidamente sulla scala graduata dei termometri fino a toccare nuovamente picchi prossimi ai 40°C ed in particolare su molte località della pianura Padana e nelle aree più interne del Centro.
Poco da raccontare invece sul fronte meteorologico in quanto come ormai ben saprete le alte pressioni sono portatrici di bel tempo e di generosa stabilità atmosferica. Tuttavia la forte calura riuscirà comunque a creare qualche improvvisa insidia che si tradurrà nei classici temporali di calore pronti a svilupparsi a ridosso dei rilievi specie su quelli alpini.
Sappiamo bene quanto sarebbe importante sapere la durata di questa ennesima fiammata sahariana, ma a tutt’oggi i principali centri di calcolo non ci danno precise indicazioni. Attende prego. (METEOGIORNALE.IT)
