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Pioggia artificiale con ioduro d’argento, è pericoloso? Alternative

Federico De Michelis di Federico De Michelis
03 Lug 2022 - 09:01
in Cronaca Meteo
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Pioggia artificiale nota come cloud seeding. Credit immagine Wikipedia.

(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo di recente illustrato un articolo su come produrre la pioggia artificiale. Innanzitutto, è meglio fare una premessa, non siamo a favore di questo o quel metodo per far piovere, abbiamo evidenziato che i cambiamenti climatici ci porteranno ad un adattamento, alla necessità di interventi sulle nuvole, compresa anche la necessità di far piovere.

Come avevamo fatto cenno, non viene utilizzato solo lo ioduro d’argento per far piovere.

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Lo Ioduro d’argento è un composto a reticolo covalente dell’argento e dello iodio, formula: AgI.

 

Fin dall’Ottocento è stato utilizzato in fotografia. Viene anche impiegato nelle terapie antimicrobiche. Nella pratica medica gli antimicrobici sono utilizzati per combattere le infezioni dovute ai microorganismi patogeni. Ovviamente, l’uso avviene con quantitativi non nocivi, e comunque solo in casi di estrema necessità.

In ambito medico ci sono composti chimici ancor più tossici.

 

Lo ioduro d’argento viene utilizzato anche nella rimozione dello iodio radioattivo nei rifiuti prodotti nelle centrali nucleari.

 

Lo ioduro d’argento puro è tossico per l’uomo, gli animali e le piante. Va detto che ci sono state delle controversie sull’uso dello ioduro d’argento per modificare il clima per generare pioggia. Lo ioduro d’argento è un composto inorganico solubile in acqua. Lo ioduro d’argento viene creato artificialmente attraverso un processo chimico.

 

Per il cloud seeding viene utilizzato anche lo ioduro d’argento per far piovere e indebolire i processi di formazione della grandine di grosse dimensioni. È stato usato anche per stremare la forza degli uragani. Lo ioduro d’argento viene impiegato in vari Paesi al Mondo e alcuni in Europa, ma non più in Italia.

 

Secondo alcuni studi, il ripetuto utilizzo di ioduro d’argento per far piovere, può avere effetti avversi, ovvero lievemente tossici. Ma ciò dipende anche dalla quantità utilizzata nella semina delle nubi. In dosaggi adeguati, disperso in amplissimi territori, la quantità di ioduro è irrilevante. Si pensi invece alla quantità di agenti inquinanti nella normale precipitazione.

 

Le piogge associate al forte Maestrale raggiungono la quasi incontaminata Sardegna, e analizzate dall’Università di Sassari hanno dimostrato di contenere una quantità nemmeno così irrisoria di agenti inquinanti provenienti dalla Francia. Le piogge invernali in Val Padana contengono smog ad alti livelli, con agenti inquinanti di varia natura.

 

Vogliamo evidenziare che inquiniamo continuamente il nostro Pianeta, e che l’acqua che cade con la pioggia, candida neve, non sono pure come l’Era preindustriale. E in un Pianeta inquinato, l’uso controllato di ioduro d’argento fa meno danni rispetto alle varie porcherie che ci stanno attorno 365 giorni all’anno.

 

Un utilizzo controllato, in genere non continuo dello ioduro d’argento viene reputato innocuo, tanto che il suo uso avviene in Paesi dove le precipitazioni sono assenti per lunghissimi periodi, oppure laddove le grandinate potrebbero distruggere i raccolti.

 

Lo ioduro d’argento funge da nuclei di condensazione per far piovere, ma non è l’unica sostanza utilizzabile. Ci sarebbero alternative efficaci come la dispersione di pulviscolo non inquinante, e soprattutto ghiaccio secco. Queste procedure sono altrettanto efficaci al pari dello ioduro d’argento, e l’eventuale utilizzo ripetuto nel tempo, non produce danni all’ambiente, persone e animali.

 

In Italia non ha molto senso usate il cloud seeding stante l’attuale clima. I periodi di siccità possono succedere, anche se notiamo che l’alterazione della Corrente a Getto sta determinando un incipiente cambiamento del regime pluviometrico, con importanti conseguenze. Ma potrebbe essere una fluttuazione del clima.

 

L’estate 2021 ha visto piogge sulle Alpi da record, alluvioni in Europa centrale. Mentre quest’anno c’è tutto l’opposto, una siccità record. Forse è prematuro urlare al lupo al lupo per l’Italia sul rischio di siccità gravissime come quella che viviamo. Però ben sappiamo che i cambiamenti del clima comporteranno un’accentuazione del meteo estremo, che nel caso specifico delle precipitazioni si traduce in troppa o poca pioggia o neve. E allora sarà utile esaminare misure di prevenzione efficaci che non è detto debbano essere quello di bombardare le nubi.

 

Ma poi è ovvio che se manca l’acqua del tutto non ci sono alternative, ma in Italia non abbiamo questo problema. Dobbiamo intervenire nella riqualificazione della distribuzione dell’acqua nelle aree abitate, considerato che in alcune aree viene disperso il 50% e oltre di questo bene prezioso. In agricoltura viene sprecata tantissima acqua, ed in Italia ancor più che molti altri Paesi europei, dato che siamo in fondo alla classifica nell’assistenza dei servizi di agrometeorologia.

 

La meteorologia in Italia si è diffusa recentemente rispetto altri Paesi europei, non abbiamo istituzioni nazionali se non l’Aeronautica Militare, che però è poco coinvolta, nonostante le risorse di cui dispone, nell’offerta di servizi.

 

Non dimentichiamoci che il meteo cambierà repentinamente sempre più nei prossimi anni, ed è necessario disporre di sistemi di allerta, di pre-allerta efficaci ed esaustivi per cittadini, imprese, agricoltura. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: cloud seedingghiaccio seccoioduro argentopioggia artificialesiccità
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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