(METEOGIORNALE.IT) L’Italia, specie quella del Nord, vive una delle maggiori siccità degli ultimi secoli. Già quella in atto definita la peggiore degli ultimi 70 anni è ancor più grave. Ma fare paragoni con il passato non è semplice perché in decine di anni l’Italia e il Mondo intero sono cambiati.
Previsioni meteo per tutte le località italiane ed estere sino a 15 giorni, cliccando qui.
Forse non siamo ai livelli della grave siccità che dal novembre 1539 al successivo aprile 1540 afflisse soprattutto il Nord Italia, ma potremmo non essere molto lontani come gravità. Le piogge autunnali 2021 sono state enormemente deficitarie, come anche quelle invernali, primaverili e di questo inizio Estate. L’emergenza siccità ha motivo di essere proclamata come calamità naturale.
Un’altra siccità storica si ebbe nel 1616, e si estese dall’Europa orientale all’Italia, dalla primavera alla fine dell’estate con temperature molto elevate.
Delle tante estati molto calde e asciutte non abbiamo avuto solo quella del 2003, ma fu caldissima anche l’estate del 1928, come quella del 1945 mentre si concludeva la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945 ci fu una magra record, per allora, della portata dei fiumi, ma la peggiore fu quella del 1540 che prosciugò quasi del tutto il fiume Po.
Ondate di calore rilevantissimo e siccità si ebbero nel 1904, quando le stazioni di rilevamento erano irrisorie rispetto ai giorni d’oggi per fare dei paragoni.
Molto calde furono le estati 1952, quella del 1983 di cui abbiamo molti dati. Nel più recente, la serie di ondate di caldo del 2017 e 2019 produsse anche dei record di temperatura, ma una siccità come quella attuale è difficilmente paragonabile a quelle del passato per varie ragioni.
“Ai giorni d’oggi la nostra popolazione è cresciuta di decine di milioni, abbiamo differenti esigenze, l’acqua in ogni casa, con l’aggravante di condotte idriche obsolete.”
L’attuale siccità è in gran parte causata dalle attività umane per un utilizzo a dismisura dell’acqua e la sua dispersione. Poi ci sono le attività umane diffuse del Pianeta hanno avviato un cambiamento climatico che incide in un’accentuazione delle normali fluttuazioni del clima.
Sarà pur vero che anche in passato ci sono state annate calde e asciutte, ma oggi il Mondo è molto diverso da allora, e nonostante le avvisaglie non ci siamo attrezzati per i cambiamenti del clima. Non facciamo prevenzione adeguata.
Ora aspettiamo che piova. Ma nel futuro avremo altre ondate di calore e siccità, e sarà utile attivare una maggior tutela dell’acqua dolce anche nella parte ricca del Mondo, onde evitare carestie silenziose come quella in corso.
Questa situazione traghetta milioni di persone in Europa, Italia compresa, verso una situazione di maggior povertà. Non dimentichiamo che usciamo (anche se in atto) da una pandemia, e c’è incertezza nella sua evoluzione.
I cambiamenti del clima accentuano gli eventi meteo estremi, e attualmente in Italia il caldo è eccezionale, la siccità gravissima mette a dura prova la produzione agricola interna. Il cibo costa e costerà sempre più, aumentando un effetto carestia.
Ma torniamo alla meteo: con l’ausilio dei modelli matematici quando potrebbe tornare a piovere in Italia.

Ebbene, quanto emerge è ciò che abbiamo delineato anche nel meteo del lungo termine. In un periodo di 10 giorni le piogge cadranno quasi esclusivamente nella regione alpina e prealpina. Queste piogge saranno estremamente benefiche per quelle aree, mantenendole umide e verdi. Tutto ciò consentirà un seppur modesto flusso d’acqua di raggiungerà il fiume Po e la falda acquifera in pianura.
Per tale previsione ci siamo avvalsi di due modelli matematici, GFS (americano) ed europeo (ECMWF).
Per la previsione a 15 giorni abbiamo consultato entrambi i modelli matematici, le cui previsioni straordinariamente concordano. Da queste osserviamo come saranno ancora le regioni alpine e prealpine ad essere coinvolte dalle piogge, con una tendenza però a vedere precipitazioni anche in Appennino centrale e meridionale, ma nel meteo del lungo termine, ma tale sarà da confermare.

Ma ancora, abbiamo consultato la previsione a 46 giorni di ECMWF che prospettano anomalie, ovvero, anche se pioverà nelle Alpi e Prealpi e le alte pianure del Nord Italia, lo farà sotto la media. Invece il modello matematico GFS, sempre per un così lungo periodo di un mese e mezzo di previsione, prospetta una migliore piovosità (la mappa è però di minor risoluzione rispetto a ECMWF per fare delle valutazioni geografiche), e riteniamo che sempre e soprattutto sui rilievi ed in minor misura nelle alte pianure del Nord Italia pioverà.
Ma per GFS in area alpina, Appennino e gran parte del Nord Italia, le anomalie si azzererebbero, con evidente miglioramento quindi della portata dei corsi d’acqua.
È altresì importante sottolineare che avremo temperature molto superiori alla media. Questo causerà un’elevata evaporazione e quindi una minore efficacia delle piogge sul territorio.
Le piogge però sosterranno la portata seppur ridotta dei maggiori corsi d’acqua, che però per effetto delle altissime temperature evidenziate, il flusso d’acqua patirà per la notevole evaporazione, confermando la prosecuzione della grave siccità. Ma la situazione potrebbe migliorare in alcuni territori.
Abbiamo anche consultato modelli matematici stagionali per individuare le prospettive di pioggia nel lungo termine.


Il Centro Meteo Europeo nella versione del modello matematico stagionale prospetta un autunno piovoso più della media, con la conclusione definitiva della siccità in Italia. Propone tanta neve sulle Alpi dall’autunno all’inverno, evitando di danni e disagi di una nuova per il 2023.
Pure il modello matematico americano concorda con questa previsione con precipitazioni sopra la media in Italia. Quindi, sempre secondo tal modello matematico, si prospetterebbe anche un inverno nevoso sulle Alpi e Prealpi, un po’ meno in Appennino.
Come sappiamo, l’aggravante della siccità al Nord Italia di quest’anno è stata accentuata anche dalla mancanza di neve sulle Alpi.
Resta inteso che le previsioni stagionali tracciano solo stime di tendenza climatica, e non sono da intendere come previsioni meteo. E che ogni tendenza meteo climatica sarà da confermare, anche perché La Niña potrebbe dare parecchie noie.
La Niña accentua il meteo estremo, e attualmente l’Europa, ma soprattutto l’Italia, si trovano dalla parte sfortunata che causa siccità e caldo. Ma il meteo, invece è piovoso altrove. Ad esempio, ci sono temperature sotto media nelle Canarie, piogge e temporali a tratti toccano il Marocco. Il maltempo imperversa nel Mar Nero e a tratti nel Medio Oriente. (METEOGIORNALE.IT)
