Siamo in una carestia da Paese ricco
(METEOGIORNALE.IT) In Italia viviamo un periodo critico, con un aumento dei prezzi, una diminuzione dei raccolti per effetto della siccità, e un maggior costo delle derrate alimentari importate. Tuttavia, il potere di acquisto degli italiani è ancora molto elevato rispetto a molti di quei Paesi da cui importiamo le materie prime.
Un problema rilevante riguarda il costo e la disponibilità di energia, in specie nell’eventualità di un blocco delle forniture di gas dalla Russia per il prossimo inverno, che avrebbe la conseguenza di aumentare le bollette del gas che sono già lievitate notevolmente. Ma anche una serie di problematiche a catena.
L’Italia vive un periodo di carestia non percettibile nella sua gravità, ciò perché buona parte della popolazione si colloca in una fascia di reddito elevato rispetto ad altri Paesi nel Mondo. Ma il passo verso una perdita di potere di acquisto è iniziato.

La grande carestia in Italia
L’Italia ha vissuto un periodo di carestia circa un secolo fa. Infatti, dopo la Prima Guerra Mondiale, l’Italia è stata colpita dalle conseguenze della Grande Guerra. Il Paese era stato uno dei vincitori, ma tuttavia, a causa degli obblighi derivanti dai trattati e dei debiti contratti dopo il conflitto, soffriva di una forte instabilità economica.
Una serie di fallimenti dei raccolti e dei prezzi elevati, con un’inflazione galoppante, aggravarono ulteriormente le difficoltà finanziarie del Paese. Inoltre, nell’Estate del 1918 una pandemia nota come la “grande influenza” o “spagnola” attraversò l’Europa. Devastò interi villaggi uccidendo migliaia di persone alla volta. Molti cittadini si rifugiarono nelle città nel tentativo di trovare lavoro o di sfuggire alla diffusione della malattia. In risposta a questi fattori e ad altri, come l’alto tasso di disoccupazione e i bassi rendimenti agricoli che affliggevano l’Italia da decenni, milioni di persone emigrarono tra il 1918 e il 1922, soprattutto dalle zone rurali verso città più grandi come Torino o Milano, ma anche le Americhe.
Carenza di cibo e prezzi elevati
In Italia, la carestia fu una condizione di scarsità alimentare causata da diversi fattori come la guerra, la siccità e la pandemia. La carestia portò a migrazioni di massa, poiché le persone cercavano altri luoghi in cui trovare cibo e lavoro. In alcuni casi, la carestia portò alla malnutrizione e persino alla morte per fame. La carestia in Italia fu causata da diversi fattori nel corso degli anni. Nel 1919-1920, ad esempio, fu prodotta da un’ondata di profughi che arrivarono a Roma dopo la Prima Guerra Mondiale.
Migrazioni di massa
Le migrazioni di massa sono state una conseguenza della carestia in Italia. Molti italiani hanno lasciato il paese per cercare una vita migliore altrove. Ciò ha portato a un calo della popolazione italiana e ha anche contribuito anche all’abbandono della coltivazione delle terre. Quindi, con la conseguenza di minor cibo a disposizione, anche perché all’epoca non c’era l’importazione in massa di derrate alimentari come avviene attualmente.
Profughi a Roma (1919-1920)
La carestia in Italia nel 1919-1920 fu una delle più grandi migrazioni di massa nella storia dell’italiana. Più di 2 milioni di persone sui 35 milioni della popolazione italiana, emigrarono dalle campagne alla ricerca di cibo e lavoro. Una massa enorme dei profughi si concentrò a Roma, dove arrivarono inondando le strade e i quartieri poveri della città. Fu un periodo difficile per la capitale, con la gente che dormiva per strada e i rifiuti che si accumulavano ovunque. I prezzi degli alimentari quadruplicarono e il tasso di criminalità raddoppiò. Tuttavia, grazie all’aiuto della Croce Rossa internazionale e ad altre organizzazioni umanitarie, la situazione migliorò lentamente nel corso del 1920.
I grandi giochi della fame di Piazza Pantheon (1920-21)
I grandi giochi della fame di Piazza Pantheon (1920-21) furono una serie di competizioni organizzate dal governo fascista per scegliere i migliori atleti da inviare a rappresentare l’Italia alle Olimpiadi del 1924. La selezione era aperta a tutti gli sportivi italiani, maschi e femmine, e si svolgeva in diverse città del paese. I vincitori venivano premiatati con denaro, vitto e alloggio gratuiti per il periodo della gara, e la possibilità di rappresentare l’Italia nelle Olimpiadi. Le prime edizioni dei Giochi erano riservate agli sport individuale.
Il golpe fascista e la fine della carestia
Il 6 ottobre 1922, Benito Mussolini e i suoi seguaci del Partito Nazionale Fascista marciarono su Roma. Questo evento segnò la fine della carestia in Italia. Il nuovo governo fascista prese il controllo dell’economia e mise in atto una serie di riforme che aiutarono a stabilizzare il Paese. Inoltre, Mussolini cercò di migliorare le condizioni economiche delle campagne italiane, costruendo strade e ponti e fornendo lavoro agli agricoltori. Grazie alle sue azioni, la carestia fu finalmente sconfitta.
Ovviamente, ci dissociamo da quanto accadde più tardi, quando il fascismo divenne sopraffazione e repressione dei diritti umani, oltre che l’assassino di numerosi cittadini italiani. Il fascismo ha oscurato tutte le opere pubbliche straordinarie svolte all’inizio del colpo di Stato.
Carestia in Italia
La carestia in Italia fu causata da una serie di eventi che portarono alla mancanza di cibo e all’aumento dei prezzi. La domanda logica che ci possiamo fare è se rischiamo una carestia analoga a quegli anni.
Ebbene, il Mondo vive i cambiamenti climatici con fenomeni atmosferici sempre più estesi ed intensi. Questo espone la popolazione a dei rischi, ed è causa di un aumento di mortalità per effetto delle condizioni meteo estreme. Inoltre, il clima che cambia ci obbliga a rivedere le coltivazioni, a doverci adeguare molto velocemente.
In Italia viviamo una delle più gravi siccità da oltre un secolo, e che potrebbe avvicinarsi a quella devastante di circa 500 anni fa. Ma siamo un Paese ricco, abbiamo risorse sufficienti per sopperire il crollo della produzione agricola interna, ma i produttori andranno risarciti dallo Stato in qualche modo, onde evitare un collasso di quel comparto.
Nel nostro Pianeta c’è una Pandemia, che all’apparenza sembrerebbe meno mortale rispetto a due anni fa, ma ha comportato una crisi economica diffusa. Ciò è avvenuto anche in Italia, dove però le notevoli risorse economiche hanno in qualche modo ridotto notevolmente il rischio del fallimento in massa delle aziende. Così ha dato benefici il supporto alle famiglie con disagi economici, che ha ridotto un probabile incremento a dismisura della povertà.
La guerra in Ucraina derivante dall’aggressione della Russia sta avendo conseguenze planetarie. Ha innescato un aumento diffuso dei prezzi, del costo della vita quasi ovunque. Ha ridotto la disponibilità di grano, alimento indispensabile per miliardi di persone. In Italia tale riduzione non ha causato disagi devastanti. Mentre il nostro Paese e l’Europa, ma anche l’America, stanno patendo di una crisi che viene da lontano, come la riduzione di gas ed il suo aumento dei costi alla fonte. C’è poi difficoltà di approvvigionamento delle materie prima che vengono dalla Cina e dal sud est asiatico, con una diminuzione di offerta.
Pertanto, se l’Europa è in criticità per il gas, con l’America ha problemi di approvvigionamento di materie prime, e si rischia un rallentamento della produzione industriale. Comunque, non è da poco la notizia anche gli Stati Uniti hanno dichiarato lo stato di emergenza per l’energia elettrica.
Cambio di rotta nelle emissioni di gas serra
La conseguenza del conflitto in Russia sta azzerando le riduzioni di emissioni di gas serra. In molti Paesi sono state riaperte le centrali elettriche a carbone, con la conseguenza di emettere sostanze che altamente inquinanti nell’atmosfera.
La Russia potrebbe causare danni incalcolabili con le sue azioni alle future generazioni, allontanando ancora la riduzione di gas serra che accentuano i cambiamenti del clima.
È difficile immaginare un’Italia in carestia, ma non dimentichiamo che i cambiamenti del clima, la povertà del Mondo che ci sta attorno, popolato da centinaia di milioni di persone, costituisce una bomba ad orologeria per i Paesi ricchi, ove si potrebbe riversare una quantità impressionante di migranti. E i primi problemi iniziano a manifestarsi, tanto che nel 2021 la Spagna ha blindato i confini con il Marocco, dove è notizia di questi giorni ci sono stati incidenti con i migranti che cercavano di raggiungere l’Europa.
Stop guerra
È necessario che l’aggressione in Ucraina finisca, e che Paesi occidentali e Russia tornino ad avere rapporti commerciali sereni. Che l’Ucraina si senta protetta e non più aggredita, perché la stabilità in Europa sarà il motore del rinnovamento mondiale, di una coscienza verso il rispetto del nostro Pianeta, riducendo i pericoli di carestie nel Mondo, che potrebbero estendersi poi a macchia d’olio, impoverendoci. (METEOGIORNALE.IT)
