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Nel Nord Italia i semestri freddi sono divenuti inspiegabilmente più asciutti. La causa è data come sempre al cambiamento del clima, ma dietro potrebbe celarsi la sommatoria delle fluttuazioni del clima, sempre poco considerate in ambito giornalistico.

 

È innegabile l’impatto delle attività umane sul clima, ma questo altera e influenza le fluttuazioni climatiche, le correnti oceaniche, i venti in alta quota, persino la Stratosfera. Però per semplicità divulgativa, nei mass media è comune parlare sempre e solo di cambiamento climatico dovuto alle attività umane, e nei prossimi mesi, se la situazione geopolitica non si stabilizzerà avremo un drastico incremento di emissioni di gas serra che demoliranno parte degli sforzi fatti finora.

 

Le registrazioni idrometriche dei livelli delle portate del fiume Po hanno toccato le quote più basse dal 1991. Lo comunica l’Autorità distrettuale del Fiume Po-Mite.

 

La situazione idrologica peggiore di siccità estrema si segnala a Piacenza, dove gli indicatori si fermano a quota –0,49 metri per 293 mc/s, stesso contesto condiviso con Pontelagoscuro (Ferrara) a quota –5,88 metri per 639 mc/s (sotto la prima soglia limite fissata a 650 mc/s).

 

Minimi storici del periodo che equivalgono a siccità severa, sono stati misurati anche a Boretto (Reggio Emilia) –3,25 metri per 452 mc/s; e a Borgoforte (Mantova) –2,57 metri per 567 mc/s.

 

La neve nelle Alpi è molto poca, ormai limitata ad alta quota, e l’apporto d’acqua nella stagione del disgelo sarà irrisoria. Nel frattempo, soffrono la siccità i grandi Laghi delle Alpi, un po’ meno il Garda.

 

Ma la Primavera, soprattutto quella tarda, al Nord Italia è notoriamente piovosa, e si attende quel periodo dell’anno per il ripristino della portata degli affluenti del Po e del Grande Fiume. Ma allo stesso tempo, con l’avanzare dei mesi, cresce il rischio di potenziali eventi piovosi estremi, con alluvioni rilevanti, di cui, come abbiamo visto in altre circostanze siamo estremamente vulnerabili ovunque.

 

In questi giorni, l’Australia sta vivendo un’emergenza estrema, e questo succede nella parte orientale del Paese, anche laddove è appena iniziata la stagione delle piogge. È in atto un evento alluvionale storico, con circa mezzo milione di persone che sono pronte a lasciare le loro abitazioni, in un contesto geografico e idrografico, forse meno compromesso di quello padano.

 

La scorsa estate, un’alluvione storica ha interessato in luglio la Germania, anch’essa colpita da irregolarità precipitativa negli ultimi anni. È stato un evento straordinario, con tempi di ritorno ben oltre i 100 anni se non più. In quei giorni, anche su parte delle Alpi e Prealpi italiane si abbattevano piogge straordinarie, che poi in certi casi, hanno costituito una percentuale considerevole della pioggia che è caduta nell’intero anno.

 

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