INTRODUZIONE
(METEOGIORNALE.IT) L’assunto che la durata del giorno sia pari a 24 ore rappresenta un pilastro delle nostre conoscenze di base. La durata è determinata da una rotazione completa della Terra intorno al suo asse, rotazione effettuata in 86.400 secondi esatti.

È proprio così? Forse la risposta potrà sorprendere. In realtà la velocità di rotazione della Terra è variabile: il nostro pianeta può ruotare qualche millisecondo più veloce o lento rispetto alla media di 24 ore.
Storicamente si è osservato che la Terra sia pigra, tendendo ad un costante rallentamento nel corso dei secoli, salvo una curiosa inversione di tendenza dal 2020 in cui la velocità media di rotazione è aumentata rispetto alla media dell’ultimo cinquantennio.
Il 5 luglio 2005 si registrava il giorno più corto da ben 50 anni, di circa 1,05 millisecondi inferiore alla media. Tale record nel 2020 è stato battuto ben 28 volte! Attualmente la giornata più corta in assoluto è quella del 19 luglio 2020, con differenza rispetto alla media è di 1,46 millisecondi circa.
CAUSE E CONSEGUENZE
Da cosa sono determinate queste variazioni di velocità? A dire il vero non è una domanda a cui gli esperti sanno rispondere con certezza, vista questa inversione di tendenza che si è manifestata solo di recente.
Alcune teorie additano i cambiamenti climatici: lo scioglimento dei ghiacciai può determinare un aumento della velocità in conseguenza dell’accumulo di grandi quantità di acqua nell’emisfero settentrionale.
Altre teorie ritengono che ad influire siano i movimenti della crosta terrestre e del nucleo; altre ancora i fattori atmosferici, venti, correnti oceaniche e variazioni di pressione. C’è da preoccuparsi? In fondo no, o almeno non troppo.
Le conseguenze delle variazioni della lunghezza delle giornate non sono preoccupanti per la vita umana. Di certo è interessante notare come il progressivo rallentamento della velocità della Terra abbia cambiato la durata della giornata, che circa 600 milioni di anni fa era di sole 21 ore.
Bisogna però considerare che anche piccolissime differenze possono avere un impatto considerevole sulle apparecchiature elettroniche. Gli strumenti di telecomunicazione, satelliti e GPS hanno bisogno di essere sempre perfettamente sincronizzati per funzionare al meglio.
I SECONDI INTERCALARI
Anche una differenza di un secondo deve essere corretta per garantirne il pieno funzionamento. Vediamo come. Il nostro orologio è definito dal tempo coordinato universale (UTC), basato su misurazioni effettuate da orologi atomici estremamente precisi.
L’ora solare, invece, è quella corrispondente alla rotazione della Terra. La prima misurazione è fissa (una giornata dura esattamente 86.400 secondi) mentre la seconda, come abbiamo visto, può presentare piccole differenze quotidiane. Periodicamente i due valori si devono sincronizzare.
Per sincronizzare si utilizzano i secondi intercalari: in pratica si aggiunge o si toglie un secondo dai nostri orologi. Fino ad ora la sincronizzazione è avvenuta sempre e solo aggiungendo un secondo (secondo intercalare positivo), ben 27 volte, l’ultima nel 2016.
Se il trend sarà confermato, sarebbe necessario per la prima volta togliere un secondo (secondo intercalare negativo). Questa eccezione non dovrebbe ripetersi. Gli esperti ritengono che questo aumento di velocità sia solo temporaneo. Nel corso del tempo il nostro Pianeta tornerà a rallentare. (METEOGIORNALE.IT)
