Meteo con ANTICICLONE verso rapido STOP, peggiora. Temperatura in Crollo sino 20°C
Inizia a perdere colpi l’anticiclone africano da inizio settimana. Infiltrazioni umide e poi una perturbazione fredda
METEO SINO ALL’8 GENNAIO 2022, ANALISI E PREVISIONE
• ALTA PRESSIONE AFRICANA AGLI SGOCCIOLI
• CEDIMENTO ANTICICLONE GRADUALE, SI AVVICINA PERTURBAZIONE
Lo strapotere dell’anticiclone africano non durerà ancora a lungo sull’Italia e sul Mediterraneo, mentre il meteo si sta già deteriorando appena a nord delle Alpi per il graduale abbassamento di latitudine del flusso perturbato atlantico. Crescenti infiltrazioni d’aria umida inizieranno a farsi sentire soprattutto lungo le aree tirreniche.
Il cedimento dell’alta pressione si farà evidente dal 3-4 gennaio, con il caldo anomalo che tenderà nettamente a smorzarsi. In questa fase avremo nuvolaglia diffusa e piovaschi o pioviggini lungo le regioni del versante tirrenico e localmente in Val Padana. Un fronte perturbato più organizzato si addosserà alle Alpi nel corso del 4 gennaio e sarà responsabile del guasto atteso nei giorni a seguire.
ALTA PRESSIONE AFRICANA AGLI SGOCCIOLI
Il meteo ad inizio settimana non subirà ancora particolari scossoni, con una certa tenuta dell’anticiclone. Il caldo anomalo sarà più accentuato in montagna, mentre su valli e pianure ristagnerà l’aria più fresca ed umida con nubi basse e nebbie. Permarrà una forte inversione termica. Come accennato, la nuvolosità si presenterà sempre più fitta lungo l’area tirrenica.
Le temperature subiranno una flessione maggiore sulle aree di collina e montagna, con lo zero termico che inizierà gradualmente a scendere. Il clima sarà ancora mite con temperature ben sopra media, ma meno eccezionale. Poco o nulla cambierà alle quote basse e quindi tra pianure, valli e litorali, dove il riscaldamento sarà inibito dalle dense foschie e nebbie estese.
CEDIMENTO ANTICICLONE GRADUALE, SI AVVICINA PERTURBAZIONE
I primi cenni di cambiamento saranno dovuti al graduale abbassamento del flusso atlantico. Una depressione fredda, con perno sulla Scandinavia, guadagnerà terreno verso il Centro Europa, erodendo progressivamente il bordo settentrionale della vasta struttura anticiclonica. Il grande anticiclone inizierà a sgonfiarsi e a battere in ritirata.
L’evoluzione verso il peggioramento sarà graduale. Le maggiori infiltrazioni d’aria umida, unitamente all’invecchiamento dell’alta pressione, determineranno maggiore nuvolosità al Nord e sui versanti tirrenici, con possibilità anche di qualche debole piovasco o pioviggine. Questi disturbi precederanno l’arrivo di una perturbazione vera e propria, attesa a partire dal 5 gennaio.
EPIFANIA INSTABILE PER TRANSITO FRONTE FREDDO
Il possente anticiclone si ritirerà verso ovest, portando i propri massimi a ridosso del Regno Unito. In tal modo si spianerà la strada per il transito di una perturbazione fredda verso l’Italia, a cavallo fra il 5 ed il 5 gennaio. Il fronte si addosserà alle Alpi, per poi valicarle con piogge e rovesci in rapida evoluzione lungo lo Stivale.
La perturbazione sarà associata alla formazione di un vortice depressionario. Il calo termico sarà notevole, con le temperature che si riporteranno su valori più consoni all’inizio di gennaio. Tornerà quindi la neve in montagna, ma non a quote troppo basse perché non è atteso freddo particolarmente eccessivo.
Dopo l’incursione fredda della Befana, l’anticiclone proverà di nuovo ad espandersi sull’Italia, faticando però non poco a riconquistare il terreno perduto. Probabilmente ci saranno nuove veloci perturbazioni sospinte da correnti nord-occidentali. Le condizioni atmosferiche tenderanno a divenire più movimentate, ma non ancora propizie per episodi di grande freddo.
