
(METEOGIORNALE.IT) Inverno dal meteo Mostruoso: sono Federico De Michelis e come autore di vari articoli, vi scrivo spesso di cambiamenti del clima. Anni fa ero dubbioso su varie tematiche di questa teoria, ma ora ne sono travolto. Come non credere alla scienza che ci ha portato il benessere, la guarigione dalle malattie. La scienza ad unisono avverte che siamo prossimi al punto di non ritorno, ma sono ormai tanti nel sostenere che questo passo è già stato superato.
Ebbene, ho visto parecchie tracce di evoluzione meteo climatica, e le scrivo, le commento. Poi mi fa sorridere lo sciocco che nel social chi lascia commenti alla sola lettura del titolo, dell’immagine.
Orbene, riviste scientifiche autorevoli, lo stesso WMO dedicano alcuni articoli ai cambiamenti meteo estremi invernali delle medie latitudini, ovvero la nostra, dove per effetto del riscaldamento della regione artica, come effetto, si sta ottenendo un incremento delle ondate di gelo estreme.
E lo so bene che in Italia non se ne vedono da anni, anche se ci siamo scordati di quella del 2012 che venne a febbraio, di quella tra fine febbraio e i primi di marzo 2018, quest’ultima definita la bestia che viene dall’est dagli anglosassoni. Beh, un po’ esagerata questa definizione, anche perché in passato videro gelare a Londra il Tamigi, ed io che giovane non son più, ho vissuto anche il gelo 1985, ma anche altri dove le acquasantiere delle Chiese gelavano.
Di certo si esagera con gli aggettivi, ma questi sono per l’appunto sono aggettivi, e sono utilizzati in questo ambito per commentare, per definire una sensazione che si basa sul clima attuale. Oggigiorno 0°C a Milano di giorno sono freddo estremo, a fine ‘800 quando eravamo in Piccola Era Glaciale, beh succedevano molto spesso.
Il meteo è influenzato dalle fluttuazioni del clima, che ormai sono accentuate con un risultato esasperante, dai gas serra. I cambiamenti climatici sono un evento normale, ma sono ormai sempre più alterati dall’uomo che nella Terra è solo un ospite.
Vi lascio ai passi scritti dal collega Alessandro Arena.
Siamo giunti in quel periodo dell’anno durante il quale diventa imprescindibile osservare certe dinamiche atmosferiche. Dinamiche che, come vedremo, potranno avere ingenti ripercussioni sull’andamento di un’intera stagione, forse anche di una stagione e mezzo se consideriamo quel che resta dell’Autunno e l’Inverno ormai imminente.
Le dinamiche sono quelle emisferiche, condizionate evidentemente dagli accadimenti polari. Sì, perché al di sopra del Circolo Polare Artico si sta sviluppando – come ogni anno del resto – il Vortice Polare. Per chi non lo sapesse è un’ampia struttura ciclonica, gelida, che puntualmente comincia a formarsi non appena le regioni polari iniziano a raffreddarsi.
Tale struttura, annualmente, può mostrare più o meno vigoria. Se forte tende a favorire un’accelerazione delle correnti occidentali, mentre se è debole tende a favorire i cosiddetti scambi meridiani (movimenti di grandi masse d’aria lungo da nord a sud, e viceversa).
Bene, in un recente articolo d’approfondimento vi abbiamo detto che il Vortice Polare sta andando incontro a dei disturbi. I disturbi non sono altro che dei riscaldamenti che partono dal basso (dalla troposfera) e che puntano verso l’alto (stratosfera). Tali riscaldamenti, è evidente, insinuandosi all’interno di una struttura dal core gelido non fanno altro che facilitarne la destabilizzazione.
C’è chi dice che quest’anno l’accoppiata La Nina/QBO- potrebbe essere in grado di rendere la vita del Vortice Polare impossibile. Potremmo andare incontro, quindi, a un Inverno davvero coi fiocchi. Un Inverno che potrebbe proporci, a più riprese, frequenti irruzioni artiche e qualche ondata di gelo. Gli scambi meridiani menzionati precedentemente potrebbero rappresentare uno dei temi principali del trimestre invernale.
Chiaro, non è detto che l’Italia sia in prima linea, su di noi potrebbero esserci effetti più o meno trascurabili o più o meno evidenti. Dipenderà da una serie di variabili che conosciamo fin troppo bene, prima fra tutte la presenza del Mediterraneo e a seguire la particolare orografia del nostro territorio. Le Alpi, ad esempio, sono in grado spesso e volentieri di mettere un freno alle irruzioni provenienti dal Nord Europa, o comunque costringono l’aria fredda ad aggirare l’ostacolo entrando o da ovest – Valle del Rodano – o da est – Porta della Bora.
Vedremo, fatto sta che l’Inverno potrebbe riservare clamorosi colpi di scena.
La riflessione a cura di Federico De Michelis.
Il mio collega utilizza un aggettivo forte, il mostruoso, un superlativo assoluto in questo ambito, probabilmente a taluni potrebbe apparire anche forzato. Ci si chiede come mai si parli di inverno quando ancora abbiamo poche certezze su come sarà il resto dell’autunno. In realtà, come sarà il resto di questa stagione autunnale lo si evince dai modelli matematici del clima, e l’autunno che ci sta per venire addosso, soprattutto da fine ottobre e a novembre, quando avremo eventi meteo di una certa robustezza, turbolenti e con tanta pioggia, molta neve sui monti.
Il collega parla di Vortice Polare. In merito a questo ci sono numerosi studi, soprattutto tra Stati Uniti d’America, Canada, Russia, dove è stato attivato un monitoraggio particolarmente severo di tale circolazione atmosferica, in quanto i cambiamenti del clima stanno determinando un’alterazione rapida del clima nelle regioni polari, con conseguenze anche nelle latitudini medie, in alcuni casi fin quasi quelle tropicali. Si veda cosa è avvenuto lo scorso inverno nel Nord America, con il gelo che ha raggiunto persino la costa del Golfo del Messico.
Il Vortice Polare andrà in crisi ancor prima del pieno autunno. Nel 1974 si ebbe una notevole criticità del Vortice Polare in ottobre, con conseguenze in tutta Europa, nel Nord America e in Asia. Anche l’Italia ne fu coinvolta con eventi meteo estremi.
Le calde, ma meno di adesso, acque del Mar Mediterraneo favorirono piogge torrenziali nelle regioni tirreniche, con eventi persino alluvionali tra la Campania e la Basilicata. Mentre le correnti settentrionali andarono a causare un evento di straordinaria siccità nell’estremo nord-ovest italiano, ad esempio a Torino cadde in tutto il mese di ottobre appena 1 mm di pioggia.
Ma poi ci fu il freddo, si ebbero nevicate a quote molto basse nel sud del Piemonte, e poi sui rilievi della Penisola, sulle Alpi centro orientali. La neve cadde sino quota attorno ai 500 m, mentre in Valpadana si ebbero delle gelate notturne abbastanza importanti, con temperature che andarono sino a -5 °C a Milano Malpensa.
Ecco cosa vuol dire criticità del Vortice Polare. Però, questo avvenne nel 1974, quando i cambiamenti climatici non erano così severi come quelli attuali, quando di X volte sono aumentate le probabilità di fenomeni inconsueti. Ecco perché parliamo di inverno mostruoso, in quanto vi sono le componenti che si possano generare condizioni atmosferiche di smisurata eccezionalità. Di freddo, ma anche di caldo. Da una parte, siamo consapevoli che fa notizia soprattutto il freddo d’inverno, ma l’estremizzazione climatica ci può dare anche episodi di caldo record in pieno inverno, poi seguiti, semmai, da ondate di gelo che potrebbero assumere anche rilevanza storica.
Ciò che ho descritto sta avvenendo in questi anni in molte parti dell’emisfero, e siccome l’atmosfera non ha confini, l’Italia come tutto il resto del pianeta, ne è esposta.
