Un disgelo rapidissimo ha colpito i ghiacciai groenlandesi a fine luglio, a causa del meteo caratterizzato da caldo anomalo con temperature eccezionalmente elevate. I dati raccolti dai ricercatori danesi di Polar Portal hanno cercato di dare un’idea della perdita di ghiaccio avvenuta.

Lo scorso 28 luglio, in un solo giorno, si è trasformata in acqua una massa di ben 22 miliardi di tonnellate di ghiaccio, di cui 12 sono direttamente finite nell’Oceano e le restanti 10 sono state assorbite dalla calotta glaciale e possono quindi ricongelare. Il giorno prima, però, si erano sciolte altre 8,5 miliardi di tonnellate.
Tutta questa quantità di ghiaccio disciolto in sole 24 ore potrebbe coprire l’intera Florida (170mila chilometri quadrati) con 5 centimetri d’acqua. Lo stesso ghiaccio fuso basterebbe per ricoprire tutta la superficie dell’Italia (pari a 300 mila chilometri quadrati) con uno strato di acqua alto 2,6 centimetri.
Non è il record negativo assoluto
Quest’evento, per quanto eccezionale, non è però il peggiore mai successo. La data del 28 luglio è solo la terza nella classifica che parte dal 1950 dei maggiori scioglimenti di ghiaccio per un singolo giorno in Groenlandia, superata da due eventi nel 2019 e nel 2012.
Gli scienziati sono in allarme, perché questi episodi sempre più frequenti pongono un serio problema. Il ghiaccio groenlandese sciolto contribuisce per circa il 25% all’aumento del livello dei mari in atto. Ciò comporta che le stime rischiano di dover essere viste al rialzo.
Per capire l’importanza di contenere lo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia, è stato calcolato che il livello marino si innalzerebbe di quasi 7 metri se i ghiacciai della Groenlandia si sciogliessero del tutto. Sarebbe una catastrofe inimmaginabile.
Dal 2000 a oggi lo scioglimento del ghiaccio è aumentato di quattro volte rispetto al decennio precedente. Se continuasse con questa velocità, entro la fine del secolo il livello dei mari salirebbe il 60% in più di quanto in precedenza stimato.