(METEOGIORNALE.IT) Immaginarlo nel meteo di oggi è quasi impossibile. Risale a poco più di 200 anni fa un’annata realmente priva dell’estate. Il clima era ovviamente ben diverso da quello attuale, ed è bene dire che nella nostra epoca sarebbe difficilissimo avere un simile andamento.
Un evento del genere ha avuto comunque cause precise. Ci si trovava infatti nell’anno immediatamente successivo al manifestarsi di grosse eruzioni vulcaniche, le quale hanno avuto un impatto sul clima a dir poco eclatante.

Anzitutto, si era avuta una significativa diminuzione dei monsoni estivi asiatici e africani, correlata ad un incremento delle precipitazioni estive nel Centro-Sud Europa, per l’alterazione della tipica circolazione atmosferica sul comparto euro-atlantico.
Per effetto di queste eccezionali anomalie, il 1816 è passato alla storia come l’anno senza estate in Europa. Le eccezionali anomalie climatiche distrussero in quella particolare estate i raccolti dell’Europa settentrionale, fecero esondare diversi fiumi e persino la presenza di ghiaccio in agosto.
In Italia in quell’anno cadde persino la neve rossa, probabilmente per via delle ceneri vulcaniche immesse in atmosfera dall’eruzione del Tambora nel 1815. Questo vulcano indonesiano fu il principale responsabile delle conseguenze climatiche riscontrate e del relativo raffreddamento emerso.
Uno studio ha esaminato le anomalie climatiche e di piogge che si sono manifestate dopo 14 violente eruzioni negli ultimi 400 anni. Le eruzioni vulcaniche tropicali, con l’immissione di notevoli quantitativi di cenere in atmosfera, sono quindi in grado di influenzare il tipico regime piovoso in ambito euro-mediterraneo.
Effetti pesanti anche al di fuori dell’Europa
Non solo l’Europa risentì di quelle aberrazioni climatiche del 1816. Gli sconvolgimenti colpirono anche l’America nord-orientale, che ebbe una tarda primavera e un estate completamente anomali sia in termini di freddo che di maltempo.
Nel maggio 1816 il ghiaccio distrusse la maggior parte dei raccolti. A giugno, nel Canada orientale e nel New England si abbatterono due grandi tempeste di neve che provocarono numerose vittime. All’inizio di giugno quasi trenta centimetri di neve ricoprirono Québec.
A seguire, a luglio ed agosto addirittura i laghi e i fiumi ghiacciarono in Pennsylvania e altre tre gelate colpirono il New England distruggendo tutti gli ortaggi, tranne quelli poco sensibili al freddo. Gli eventi di irruzioni fredde anomale furono repentini, con brusche variazioni termiche. (METEOGIORNALE.IT)
