Farmaco per curare l’Alzheimer, straordinaria scoperta

Farmaco per curare l’Alzheimer, straordinaria scoperta

Il farmaco sperimentale mostra un potenziale contro il morbo di Alzheimer

La forma più comune di demenza è conosciuta come la malattia del morbo di Alzheimer , attraverso questa patologia la memoria tende a diminuire in maniera drastica e nella maggior parte dei casi interferisce anche con le azioni della vita di tutti i giorni. In linea generale le persone che soffrono di questo morbo secondo le statistiche riguardano il 50-80% dei casi.

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La gente che viene colpita dal morbo di Alzheimer di solito riguarda soggetti di età adulta, infatti compare soprattutto con l’avanzare del tempo. Gli studiosi hanno affermato che questa forma di demenza aggravata si presenta nelle persone dai 65 anni in su . Non sempre si manifesta nei soggetti più adulti, in alcuni casi colpisce anche uomini e donne dai quarant’anni in poi.

L’avanzare del tempo comporta un aggravamento della patologia di Alzheimer attraverso un peggioramento rapido in maniera particolare dall’età. Essendo una malattia progressiva i sintomi avvertiti nella persona tendono a diventare sempre più evidenti fino a quando la memoria non riuscirà più a ricordare gli avvenimenti più recenti e nei casi più gravi dimenticarsi della propria identità. Negli Stati Uniti il morbo di Alzheimer è la maggiore responsabile delle morti più comuni in America.

Il farmaco sperimentale mostra un potenziale contro il morbo di Alzheimer

Gli studiosi dell’Albert Einsten College of Medicine hanno realizzato un farmaco che è in fase sperimentale, che ha scambiato i sintomi più comuni della patologia di Alzheimer nei topi. Questo medicinale agisce in una maniera particolare, in quanto le sue proprietà sono in grado di rinvigorire un procedimento di pulizia a livello cellulare che si disfa delle proteine non desiderate assumendole e ripristinarle. Questa scoperta scientifica e medicinale è stata resa pubblica online sulla rivista Cell.

Sulla rivista è stato affermato dagli studiosi che non sempre gli esperimenti effettuati sui topi possono avere efficacia sull’essere umano, in modo particolare per la patologia dell’Alzheimer. Questa dichiarazione l’ha resa pubblica la co-leader Anna Maria Cuervo, ma dopo una serie di analisi e verifiche afferma anche che il farmaco che hanno realizzato in laboratorio, può contrastare la demenza aggravata conosciuta come morbo di Alzheimer in maniera ottimale come nessun medicinale abbia mai fatto.

Processo di pulizia cellulare: soluzione per contrastare il morbo di Alzheimer

Intorno al 1990 la dottoressa Cuervo è riuscita dopo numerosi studi a scoprire il processo di pulizia cellulare, conosciuto anche come CMA ovvero autofagia mediata da chaperone.

Dagli studi è emerso che il CMA tende a ridursi con il passare del tempo , questo fenomeno aumenta velocemente l’accumulo delle proteine non desiderate trasformandole successivamente in grumi insolubili che causano alle cellule dei danni irreparabili. In linea generale, tutte le patrologie che riguardano le patologie a livello neurologico sono formate dalla presenza di accumuli di proteine decisamente di tipologia tossica che si trovano nella parte interna del cervello della persona affetta dal morbo di Alzheimer.

Grazie alla scoperta di questo farmaco efficace e potente si ha la possibilità di evitare e contrastare la malattia, in quanto è in grado di stabilire il legame della CMA direttamente con il morbo.

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