Nell’ultima settimana il caldo si è affermato su gran parte del Continente, in controtendenza rispetto alla configurazione che aveva dominato nella prima metà di giugno, quando soprattutto l’area mediterranea è rimasta in balia di una circolazione fresca e perturbata.
L’anticiclone africano è ora salito in cattedra proprio verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, portando le temperature su valori superiori alla norma, sebbene senza particolari eccessi. In Italia sono state le regioni settentrionali a risentire maggiormente del caldo.
Il caldo più anomalo lo ritroviamo però sull’Europa Centro-Settentrionale, per effetto del predominio dell’alta pressione con massimi sulla Penisola Scandinava. Il cuore caldo dell’anticiclone ha portato temperature molto elevate, anche di 6/8 gradi sopra la media.
Tra il Sud Italia, i Balcani e la Turchia le temperature sono state localmente inferiori alla norma, per la persistente presenza di una lacuna ciclonica alimentata da aria ancora fresca. Questa è l’unica zona d’Europa ancora rimasta alla prese con temperature di poco sotto media.
Il caldo alle latitudini molto settentrionali non è una novità, dato quanto accaduto di recente sul comparto euro asiatico, in particolare sulla Siberia, dove le temperature si sono spinte verso livelli da record, mai toccati prima, oltre il Circolo Polare Artico.
Ora la situazione è già cambiata su parte dell’Europa Occidentale, ma si avvia a mutare vistosamente su tutto il comparto centro-settentrionale del Continente, dove giungeranno prima i temporali e poi un consistente afflusso d’aria fresca.
Entro la fine della settimana le correnti fresche oceaniche faranno irruzione sull’Italia, a suon di temporali al Nord, anche potenzialmente di forte intensità. Il refrigerio raggiungerà anche il resto della Penisola, ricacciando verso sud l’anticiclone africano.
