Meteo verso freddo e neve? Possibili effetti negativi per il coronavirus
Colpo di coda invernale ed il rischio che rappresenti un serio problema in un'Italia paralizzata dall'emergenza sanitaria
Al momento l’Italia gode di bel tempo primaverile, grazie ad un forte anticiclone che si è insediato non solo sul Mediterraneo, ma anche su un’ampia porzione dell’Europa Centro-Meridionale. Questa situazione perdurerà ancora per qualche giorno, dando la sensazione dei primi caldi precoci di stagione .
In realtà dal weekend lo scenario potrebbe mutare in modo davvero drastico. In questo frangente l’anticiclone abbandonerà il Mediterraneo ed emigrerà ben più a nord, portando i propri massimi tra le Isole Britanniche e la Norvegia.
In tal modo, un possente un possente nucleo d’aria molto fredda artica continentale dilagherà prima verso il comparto baltico-scandinavo e poi verso il Centro-Est Europa. Dal 22 marzo parte di quest’aria fredda potrebbe spingersi sin verso l’Italia.
Queste correnti gelide, che avranno origine direttamente dall’Artico Russo , scenderanno lungo il fianco orientale e poi meridionale dell’anticiclone, con una traiettoria retrograda che dovrebbe coinvolgere anche la nostra Penisola, almeno in parte.
Trattandosi di un’evoluzione sul medio-lungo termine, è bene mantenere la dovuta cautela in quanto non è possibile fornire troppi dettagli. Si creerebbero però le condizioni per un calo termico repentino, esaltato dai venti di tramontana e grecale. Ci sarebbe poi la possibilità di neve a bassa quota.
Insomma tornerebbe l’inverno, eppure in questo momento una tale evoluzione meteo potrebbe creare non pochi grattacapi. Il nostro Paese vive una situazione di grave emergenza per via della diffusione del virus, che si sta provando a limitare con restrizioni che impongono a tutti di stare a casa il più possibile.
Alcuni recenti studi, compiuti soprattutto in Cina, hanno correlato la diffusione del virus con il clima ed il meteo. Questi studi suggeriscono che l’ambiente ideale preferito dal virus è quello costituito da aria fredda (non troppo gelida) e secca , la situazione che si potrebbe così creare dal 22-23 marzo.
La nostra speranza per quelle date è che arrivino buone notizie sul calo dei contagi. Di sicuro però un clima freddo, oltre che abbassare le nostre difese immunitarie, può essere alleato nell’alimentare la forza virale del Covid-19 , mentre al contrario il clima caldo e umido contrasterebbero la capacità di contagio.
L’impatto di una tale ondata di freddo sarebbe potenzialmente negativo non solo per il coronavirus, ma anche per un risveglio vegetativo molto avanti per la stagione, che rischia di subire danni con le probabili gelate. Ciò che servirebbe ora è la pioggia, che sembra però continuare a latitare a lungo.
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