Rabbioso vento gelido nel fine settimana, neve sino alle coste adriatiche e parte Val Padana
Diciamolo chiaramente: questa volta il freddo non scherza. E anche se non siamo di fronte al leggendario gelo siberiano — quello che ti congela il
Diciamolo chiaramente: questa volta il freddo non scherza. E anche se non siamo di fronte al leggendario gelo siberiano — quello che ti congela il respiro, per intenderci — la percezione che abbiamo uscendo di casa è di un inverno crudo, mordace. In effetti, c’è una differenza sostanziale: quando le correnti arrivano dalla Siberia, i termometri crollano con una violenza inaudita, ma quello che stiamo vivendo in questi giorni, in particolare la mattina dell’8 gennaio, è un freddo subdolo, di origine artica, che si è “seduto” sulle nostre teste.
Le regioni settentrionali si sono svegliate in un freezer. Basta guardare i dati, che parlano da soli senza bisogno di troppi giri di parole: a Malpensa si sono toccati i -9°C, un valore di tutto rispetto. Ma il gelo ha morso un po’ ovunque nella Pianura Padana, con -8°C a Novara e Brescia, -7°C a Cuneo e -6°C a Udine. Insomma, una ghiacciaia. Anche città come Torino, Verona, Bergamo e persino l’umida Venezia hanno segnato -5°C. Un risveglio difficile, non c’è che dire.
Scendendo lungo lo stivale, il freddo perde un po’ della sua aggressività ma si fa comunque sentire. In Toscana, Grosseto è scesa a -2°C, mentre a Roma, sia a Fiumicino che a Ciampino, il termometro si è fermato a -1°C. Situazione simile sull’Adriatico, con Pescara sottozero. Al Sud la musica cambia, ma non troppo: fa freddo a Bari e Napoli (intorno ai 2-3°C), mentre le isole e l’estremo sud vivono in un’altra stagione. A Palermo, con 13°C, sembra quasi primavera rispetto al Nord.
Un’Europa congelata e la barriera delle Alpi
Ma perché fa così freddo se non arriva dalla Russia? La risposta va cercata nel cuore dell’Europa. Da giorni, una massa d’aria di origine artica staziona sul continente, che nel frattempo si è coperto di neve. Questo ha creato un effetto frigorifero: l’aria, scorrendo su suoli innevati tra Germania e Polonia, si è ulteriormente raffreddata, toccando in alcune pianure d’oltralpe i -20°C.
Intanto, una perturbazione sta cercando di bussare alla porta dell’Italia, ma trova chiuso. Il fronte, che ha imbiancato Amsterdam e mezza Francia, si è schiantato contro l’arco alpino. Le Alpi fanno da scudo: nevica sui crinali di confine, magari qualcosina riesce a sfondare in Valle d’Aosta, ma la Pianura Padana resta a secco. Manca la spinta giusta, quella “sinottica” — come la chiamano gli esperti — che in Romagna ha portato 20 cm di neve sulla costa, ma che lascia il Trentino Alto Adige e la Lombardia con montagne brulle e temperature polari.
Il ribaltone: arriva il freddo dall’Est
Attenzione però, perché lo scenario sta per cambiare ancora. La tregua sarà breve. Intorno al 10 gennaio, e con più decisione tra l’11 e il 12 gennaio, la circolazione atmosferica subirà uno scossone. Si attiveranno correnti nord-orientali che pescheranno aria gelida direttamente dai “Balcani congelati”, una sorta di piccolo Canada europeo che si è formato appena oltre l’Adriatico.
Quando quest’aria fredda transiterà sul mare, si caricherà di umidità (un fenomeno noto, tecnicamente legato allo “Stau” appenninico) scaricando neve fin sulle coste. Prepariamoci quindi a vedere i fiocchi in Romagna, nelle Marche, in Abruzzo e giù fino alla Puglia. Sarà un evento prettamente invernale, con nevicate abbondanti sul versante orientale dell’Appennino.
E la Val Padana? Lì la situazione è più intrigante. Il freddo accumulato in questi giorni ha creato il famoso “cuscinetto”, un tesoretto di aria gelida intrappolato nei bassi strati. È un jolly che la pianura si gioca quando arrivano le perturbazioni atlantiche. Se tutto si incastra a dovere, il prossimo fronte da ovest potrebbe scorrere sopra questo cuscino freddo, regalando nevicate da “addolcimento” (o scorrimento) fino in pianura al Nord-Ovest. Ma è un equilibrio precario: basta un grado in più e la magia si trasforma in pioggia.
Il paradosso climatico: gelo qui, estate in Grecia
C’è un ultimo dettaglio che fa riflettere e che ci dà la misura di quanto il clima sia “impazzito”. Mentre noi battiamo i denti e il Nord Italia segna temperature da record, basta spostarsi un po’ più a est, in Grecia e nel Mediterraneo orientale, per trovare una situazione opposta. Lì si rischiano record di caldo per il mese di gennaio, con minime che in alcune località faticano a scendere sotto i 20°C.
È il rovescio della medaglia dell’amplificazione artica e del cambiamento climatico: il meteo diventa estremo e le ondate di calore e gelo si alternano in scacchieri geografici ristretti. Insomma, l’inverno è tutt’altro che finito, ma le sorprese — calde o fredde che siano — sono ormai all’ordine del giorno.
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Credit
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration (Monitoraggio anomalie termiche globali)
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (Modelli previsionali a medio termine)
- WMO – World Meteorological Organization (Report sui cambiamenti climatici e pattern estremi)
- Météo-France (Dettagli sulle perturbazioni transalpine citate)
- DWD – Deutscher Wetterdienst (Dati sulle temperature in Germania e Europa centrale)
