MeteoGiornale Production

Italia, conto alla rovescia per la svolta: dopo i 40°C potrebbe arrivare un crollo termico

Tutto confermato: dopo il caldo del weekend arriverà il primo vero affondo autunnale. Con effetti dirompenti

Sarà davvero l’ultimo weekend di gran caldo? La risposta arriva dall’analisi dei modelli matematici, analisi che da alcuni giorni a questa parte appare abbastanza lineare

Come abbiamo scritto ampiamente negli ultimi approfondimenti, la prossima settimana potrebbe subentrare un deciso cambiamento delle condizioni meteo-climatiche. Cambiamento che, se confermato, potrebbe dare la spallata definitiva all’estate 2026. Partiamo dal presupposto che nei prossimi giorni avremo nuovamente un rialzo delle temperature su tutte le nostre regioni. L’anticiclone subtropicale continuerà infatti a imporre il proprio diktat ovunque.

Abbiamo analizzato le ultimissime proiezioni termiche e possiamo dirvi che le temperature si attesteranno mediamente tra i 5 e gli 8 gradi al di sopra delle medie stagionali. Ciò significa che le massime potranno facilmente superare i 35 gradi in tante località dello Stivale e, tra le due isole maggiori, ancora una volta non sono da escludere picchi di circa 40 gradi.

Tuttavia, analizzando la situazione sul Nord Europa, giungono conferme riguardanti il posizionamento di un’ampia struttura depressionaria proveniente dal Nord Atlantico e alimentata da aria particolarmente fresca.

Anzi, possiamo tranquillamente affermare che da quelle parti si tratterà di aria fredda, ma è del tutto normale considerando che a latitudini settentrionali l’autunno inizia a fare sul serio. Il cambiamento di circolazione si propagherà progressivamente verso sud, raggiungendo in primis l’Europa Centrale, dopodiché dovrebbe riuscire a sfondare con decisione anche sul Mediterraneo, determinando una rapida ritirata dell’anticiclone africano.

Grosso modo, la situazione dovrebbe iniziare a cambiare a metà della prossima settimana, mentre nel weekend seguente le temperature potrebbero letteralmente crollare. Anche in questo caso ci siamo avvalsi delle autorevoli proiezioni termiche e possiamo dirvi che il calo termico potrebbe essere davvero notevole. Parliamo di circa 10 gradi in meno praticamente ovunque.

Ciò significa che, oltre al ritorno alla normalità, su diverse zone d’Italia potrebbero strutturarsi anomalie negative, il che, dopo tre mesi di caldo atroce, rappresenterebbe senz’altro la notizia più rilevante.

Se avete seguito i precedenti aggiornamenti, saprete che è in fase di valutazione l’ipotesi dello sviluppo di una struttura ciclonica secondaria sui nostri mari. Ipotesi che, stante le ultimissime interpolazioni modellistiche, sembra realmente prendere corpo. La riteniamo plausibile per un semplice fatto: i contrasti termici che avremo saranno molto violenti.

Oltre al gradiente termico verticale, che sicuramente andrà a innescare instabilità atmosferica diffusa, la risposta del Mediterraneo potrebbe effettivamente generare una depressione secondaria. Sul posizionamento della goccia fredda dovremo chiaramente aggiornarci nei prossimi giorni. Tuttavia, possiamo già anticiparvi che, qualora dovesse effettivamente formarsi, la fenomenologia risulterebbe organizzata e diffusa, oltre, chiaramente, ad essere particolarmente intensa.

Si tratterebbe quindi, a tutti gli effetti, di un primo vero peggioramento di stampo autunnale. Peraltro, i modelli matematici continuano a suggerirci un successivo nuovo peggioramento proveniente da nord-ovest, a causa della presenza di un profondo vortice di bassa pressione tra l’Islanda e le Isole Britanniche.

Quel che è importante sottolineare è che il cambio di circolazione continentale sta avvenendo in modo dirompente, ragion per cui riteniamo che quanto descritto finora possa realmente rappresentare uno snodo cruciale per l’esordio dell’autunno anche alle nostre latitudini.

Ciò non toglie che da qui a fine settembre potranno esserci altre giornate di bel tempo, magari caratterizzate dal ritorno dell’anticiclone africano e quindi del caldo anomalo. Però, qualora dovesse succedere, le chance di una permanenza di tale struttura anticiclonica risulterebbero molto basse.

TAG: