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      Home » USA a Marzo mai così caldo, oltre 1.500 record frantumati in una settimana
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      USA a Marzo mai così caldo, oltre 1.500 record frantumati in una settimana

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 26/03/2026
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      8 Min Lettura
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      Contents
        • I record: dall’Arizona al Minnesota
      • La Cupola di Calore: come si forma e perché è così persistente
        • Il Riscaldamento Globale: un fattore determinante
      Odata di caldo record negli Stati Uniti d’America

      Negli ultimi giorni gli Stati Uniti stanno vivendo un’ondata di calore eccezionale per il mese di marzo, con temperature degne di luglio e un numero impressionante di record storici superati o eguagliati in gran parte del paese. Non si tratta di un episodio isolato: tra il 16 e il 23 marzo sono stati registrati oltre 1.500 record giornalieri di massima su tutto il territorio nazionale, dei quali circa 660 sono nuovi primati assoluti per il mese. Solo nella giornata del 21 marzo ne sono caduti più di 200. In molte aree le temperature si sono attestate tra gli 11 e i 17°C sopra la media climatologica stagionale – uno scarto che sarebbe già anomalo in piena estate, figurarsi a metà marzo.

       

      I record: dall’Arizona al Minnesota

      Il Sud-ovest ha fatto segnare i valori più estremi. In Arizona e nella California meridionale le stazioni di rilevamento hanno registrato temperature comprese tra i 43 e i 44°C, candidando questa ondata come la giornata di marzo più calda mai documentata negli Stati Uniti. A Phoenix (Arizona) si sono toccati circa 40,6°C, la giornata di marzo più calda della storia cittadina, un valore che corrisponde alle medie tipiche di aprile in quella città. A Thermal, nella Coachella Valley californiana, il termometro ha raggiunto circa 42,2°C, eguagliando il precedente primato nazionale di marzo. A Flagstaff, che si trova a oltre 2.000 metri di quota, il record mensile è stato superato di circa 6°C con una massima di 28,9°C – un dato davvero sconcertante per una città normalmente fresca. Il Nevada ha stabilito un nuovo primato statale di marzo con circa 41,1°C, mentre il Colorado ha fatto segnare 35,6°C come record mensile.

      L’ondata non si è fermata al Sud-ovest. Sulle Grandi Pianure e nel Midwest i numeri sono stati altrettanto sorprendenti. A Kansas City (Missouri) si sono raggiunti 33,3°C, nuovo primato di marzo. Il Nebraska ha fatto registrare un record statale mensile di circa 37,2°C, il Missouri di 36,1°C. Particolarmente emblematico il caso di Chanute, in Kansas: il 16 marzo la minima era di -10,5°C, quattro giorni dopo la massima ha sfiorato i 32,8°C – un’escursione di oltre 43°C nel giro di nemmeno una settimana. Persino il Minnesota, alle alte latitudini, ha fatto segnare quasi 31,1°C, valori del tutto eccezionali per marzo in quella parte del paese.

       

      La Cupola di Calore: come si forma e perché è così persistente

      All’origine di tutto c’è un robusto anticiclone di alta pressione che staziona lentamente sul Sud-ovest degli Stati Uniti, comprimendo e riscaldando l’aria nei bassi strati, mantenendo cieli sereni e favorendo un soleggiamento intenso per giorni. Questo fenomeno – noto come Cupola di Calore o heat dome – intrappola l’aria calda impedendone la dispersione verso l’alto, con il risultato che le temperature continuano a salire giorno dopo giorno ben al di sopra della norma climatica di marzo. La stabilità atmosferica riduce quasi a zero la formazione di nubi e precipitazioni, il che significa pochissimo raffreddamento diurno e un raffrescamento notturno scarsissimo: il caldo si accumula senza sosta.

      Il sistema è stato ulteriormente alimentato dall’interazione con una kona storm e un fiume atmosferico che hanno interessato le Hawaii e il Pacifico nord-occidentale, modificando la distribuzione delle onde planetarie e stabilizzando ulteriormente la circolazione sul Sud-ovest. Come spiegato anche in questo approfondimento sul caldo estremo negli Stati Uniti, gli esperti definiscono questa la più intensa ondata di calore di marzo osservata almeno negli ultimi dieci-quindici anni. L’estensione geografica è impressionante: interessa oltre un terzo del territorio statunitense, dal Sud-ovest – California, Arizona, Nevada, New Mexico – fino alle Grandi Pianure e a parte del Midwest. La persistenza è altrettanto eccezionale, con più di una settimana di caldo estremo e ulteriori record attesi tra il 24 e il 27 marzo.

       

      Il Riscaldamento Globale: un fattore determinante

      Le analisi di attribuzione rapida condotte dal consorzio World Weather Attribution non lasciano dubbi: temperature di marzo di questo tipo nel sud-ovest nordamericano sarebbero state virtualmente impossibili senza il Riscaldamento Globale causato dalle attività umane. Le simulazioni mostrano che il riscaldamento di fondo dell’atmosfera ha reso fisicamente possibile un evento con anomalie termiche di 11-17°C sopra la media, trasformando quella che un tempo era un’anomalia estrema in un fenomeno raro ma ormai plausibile nel clima attuale.

      L’aumento generale delle temperature globali – oggi oltre 1,2°C rispetto all’epoca pre-industriale – amplifica ogni episodio di alta pressione: a parità di configurazione sinottica, il “piano di gioco termico” è già più caldo, quindi i massimi raggiungibili risultano significativamente più elevati. Non è una questione astratta: con un anticiclone identico a quello di trent’anni fa, oggi si raggiungono temperature che allora sarebbero state impensabili. Diversi climatologi paragonano l’eccezionalità statistica di questo episodio di marzo 2026 all’ondata di calore nel Pacifico nord-occidentale del 2021 – uno degli eventi “ultra-estremi” più studiati dell’ultimo decennio – sottolineando come la frequenza di questi episodi sia in costante aumento in un mondo che continua a scaldarsi.

      Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio. Come emerge dalle prospettive per l’estate 2026, la stagione che si avvicina potrebbe portare ulteriori sorprese termiche, in parte proprio come riflesso di questa anomalia primaverile che ha già spostato in avanti i riferimenti climatici del periodo. Non a caso, i modelli meteorologici internazionali – tra cui il NOAA e l’ECMWF – avevano anticipato con diversi giorni di anticipo la portata eccezionale di questo episodio. Il trend è scritto in maniera inequivocabile, come evidenziato anche nei dati sul Riscaldamento Globale e le proiezioni future: le ondate di calore diventano più frequenti, più intense e più durature, e marzo 2026 negli Stati Uniti ne è l’ennesima, brutale conferma.

       

       

      Credit:

      • World Weather Attribution – Record-shattering March temperatures in western North America
      • Climate Central – March record-breaking western heatwave
      • Scientific American – Extreme U.S. heat wave smashes all-time hottest March temperature record
      • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
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