
(METEOGIORNALE.IT) È un weekend estremo per il nord America. Gli Stati Uniti sono alle prese con quella che sarà certamente l’ondata di caldo più intensa della storia in questo periodo dell’anno, ma farebbe rabbrividire anche le estati più calde di sempre. È in azione un’ondata di caldo davvero maestosa su gran parte degli Stati Uniti, soprattutto sui settori centro occidentali, dove l’aria calda subtropicale ha raggiunto temperature davvero proibitive.
Caldo eccezionale negli Stati Uniti, cosa succede
Nelle prossime ore sarà raggiunto il picco di caldo, in particolar modo sugli stati centrali fino alle porte del Canada. I principali centri meteo ipotizzano anomalie fino a 25 ° sopra le medie tipiche del periodo, valori che sarebbero estremamente anomali anche in piena estate.
Negli ultimi giorni si stanno registrando valori davvero fuori scala per il mese di marzo. In alcune aree del Midwest e delle Grandi Pianure, tra Kansas, Oklahoma e Texas, le temperature hanno già sfondato la soglia dei 40 °C con picchi che hanno raggiunto e localmente superato i 44 °C, valori assolutamente eccezionali per questo periodo dell’anno (ma lo sarebbero anche in estate!). In diverse città sono stati polverizzati record storici che resistevano da decenni, con scarti rispetto alle medie che in alcuni casi superano i 20-25 °C.
Per farla breve:
- temperature oltre i 40 °C in diverse aree degli Stati Uniti
- anomalie fino a +25 ° rispetto alle medie

Un’ondata di caldo vastissima
Ciò che colpisce maggiormente non è solo il valore assoluto della temperatura, ma la vastità dell’area coinvolta. Questa ondata di caldo si estende per migliaia di chilometri, dalle regioni desertiche del sud-ovest fino alle pianure centrali e addirittura verso le zone più settentrionali a ridosso del Canada, dove si registrano temperature primaverili inoltrate se non addirittura estive. In alcune località del Colorado e del Nebraska si sono toccati i 30 °C, valori che normalmente si osservano tra fine maggio e giugno.
Perché fa così caldo
Ma cosa ha scatenato un’ondata di caldo così estrema? Un robusto promontorio anticiclonico subtropicale proveniente dal Pacifico orientale e dal Messico si è espanso sugli Stati Uniti centro-occidentali, comprimendo e riscaldando ulteriormente l’aria nei bassi strati. A ciò si aggiunge un contributo importante delle correnti sud-occidentali che trasportano aria calda direttamente dalle aree desertiche del Messico e del sud degli Stati Uniti, amplificando ulteriormente il riscaldamento. Il cielo sereno e la forte insolazione tipica di questo periodo fanno il resto, permettendo alle temperature di schizzare verso valori eccezionali già nelle ore centrali della giornata.
Final warming e cambiamento climatico
Ma dietro queste configurazioni così estreme ci sono anche altri fattori da non tralasciare. Questa clamorosa ondata di caldo precoce negli Stati Uniti è frutto del particolare caos che sta vivendo l’emisfero boreale a seguito del precoce final warming arrivato ad inizio marzo (il riscaldamento finale della stratosfera, che sancisce la fine dell’inverno).
Da non dimenticare anche la pesante mano del cambiamento climatico, che in un modo o nell’altro aumenta sia la frequenza sia l’entità delle ondate di caldo fuori stagione. Insomma mentre in Italia facciamo ancora i conti con temperature invernali, dall’altra parte dell’oceano si suda, e non poco, per il troppo caldo.
Le informazioni riportate derivano dall’analisi dei principali modelli meteorologici internazionali, tra cui il modello americano GFS del NOAA e il modello europeo ECMWF, utilizzati per monitorare le anomalie termiche e le configurazioni atmosferiche su scala globale. (METEOGIORNALE.IT)



