Introduzione
Dopo l’incendio di Bobcat a Los Angeles nel 2020, gli scienziati hanno studiato gli effetti post-incendio su suolo e acqua. Hanno scoperto che, contrariamente alle credenze precedenti, il suolo bruciato con un rivestimento ceroso, risultante dalla vegetazione bruciata, può assorbire acqua, contribuendo a un maggiore flusso di acqua e detriti nei corsi d’acqua, che può portare a un aumento del rischio di inondazioni e frane.
Effetti del fuoco sul suolo e sull’acqua
Il ruolo del suolo bruciato nell’assorbimento dell’acqua
Gli scienziati pensavano in precedenza che uno strato ceroso nel suolo bruciato portasse a deflusso d’acqua sul terreno. Tuttavia, scoperte recenti indicano che il terreno bruciato può effettivamente assorbire acqua. Queste intuizioni possono aiutare a fare previsioni più precise sulle inondazioni e le frane dopo un incendio.
Il pericolo delle inondazioni e delle frane post-incendio
Nel 2020, le montagne di San Gabriel nella contea di Los Angeles hanno assistito a uno dei suoi incendi più devastanti, che ha carbonizzato oltre 46.000 ettari e danneggiato o distrutto oltre 150 strutture, coprendo di cenere e fumo gli abitanti di Los Angeles già stressati dalla pandemia. Tuttavia, anche dopo che gli stremati vigili del fuoco hanno finalmente domato l’incendio di Bobcat, le sue conseguenze hanno posto ulteriori minacce. Tali “mega-incendi”, sempre più diffusi a causa dei cambiamenti climatici, aprono la strada a pericoli post-incendio. Le piogge su questi terreni bruciati possono portare a inondazioni, frane e flussi di detriti, aggravando la devastazione lasciata dal fuoco.
Scoperte scientifiche recenti
Una scoperta rivoluzionaria
Una nuova ricerca pubblicata su Nature Communications ha messo in discussione questa teoria scientifica. Gli scienziati del USC Dornsife College of Letters, Arts, and Science, in collaborazione con ricercatori dell’Università del Michigan, dell’U.S. Geological Survey e della Rutgers University, hanno monitorato due stagioni umide dopo l’incendio di Bobcat, da dicembre 2020 a marzo 2022. Il team ha concluso che l’acqua veniva effettivamente assorbita dal terreno bruciato che conteneva questo rivestimento ceroso.
Implicazioni delle nuove scoperte
Questa scoperta ha contraddetto le precedenti convinzioni degli scienziati secondo cui poca acqua sarebbe stata assorbita nel bacino idrografico bruciato a causa della presenza di suoli cerosi. Nel bacino idrografico non bruciato, tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che gli alberi assorbivano l’acqua come previsto, impedendone il raggiungimento dei corsi d’acqua. La scoperta del team di ricerca che lo strato idrorepellente non impedisce all’acqua di essere assorbita nel suolo ha rafforzato la loro ipotesi che l’acqua nei corsi d’acqua provenga sia dalle precipitazioni che dalle acque sotterranee, portando a un aumento delle inondazioni nelle aree bruciate rispetto a quelle non bruciate.
Conclusione
Le recenti scoperte scientifiche hanno rivelato che il suolo bruciato può effettivamente assorbire acqua, contrariamente alle precedenti convinzioni. Questa scoperta ha importanti implicazioni per la previsione delle inondazioni e delle frane post-incendio. Inoltre, l’accumulo di acqua può contribuire alle frane fino a quattro anni dopo un incendio, poiché la pressione si accumula nel suolo. Queste informazioni possono essere utilizzate per migliorare il monitoraggio delle aree bruciate e prevedere inondazioni e frane dopo un incendio.