L’Italia sta per entrare nel clou di una fase molto calda, annunciata da giorni e portata dall’anticiclone nordafricano di diretta estrazione sub-sahariana. Sulla Sardegna, l’onda rovente è già attiva da diversi giorni, fin dal weekend trascorso, con temperature massime ricorrenti tra 35°C e 40°C sulle aree interne, ma già con punte fino a 43°C/44°C, come accaduto ieri in qualche località interna settentrionale della eegione. Sul resto d’Italia, l’onda calda ha iniziato a farsi sentire in maniera determinante dalla giornata di ieri, con valori diffusi tra 33°C e 36°C un po’ ovunque da nord a sud, con punte locali di 37°C/38°C.
La fase clou del caldo è ancora tutta davanti a noi, perché nei prossimi giorni si farà sentire su scala più ampia in tutto il territorio – un po’ meno domani, giovedì – per poi esplodere tra venerdì 17 e sabato 18, con punte estreme di 45°C in Sardegna, 38°C/39°C al Centro, 39-41°C sul Sud peninsulare, 41°C/42°C in Sicilia, dove il culmine è atteso domenica, fino a 43°C. Un’ondata di calore di tutto rispetto, anche se siamo ormai abituati a queste fiammate nordafricane, piuttosto frequenti negli ultimi anni e specialmente a luglio; a dire il vero, negli anni passati erano ancora più corpose, soprattutto in termini di durata e continuità. L’onda calda più intensa di questo luglio, infatti, avrà una durata relativamente breve, con l’eccezione della Sardegna, dove si mostrerà più longeva: è destinato a esaurirsi entro sabato 18, al più tardi domenica 19 sull’estremo Sud, come raccontato anche in questo approfondimento sui tempi della svolta.
Una svolta circolatoria in arrivo
Il dato più rilevante, però, non riguarda solo l’esaurirsi dell’onda calda, quanto piuttosto una vera e propria rivoluzione circolatoria in arrivo, confermata ancora oggi da tutti i centri di calcolo. Alla bolla di aria calda – soprattutto in quota e proveniente dalle infuocate aree desertiche sahariane, algerine e tunisine – si sostituirà, con una certa rapidità e quindi con un apprezzabile shock termico, una circolazione completamente opposta, all’insegna di un cavo depressionario molto fresco di matrice baltica.
La saccatura settentrionale darà un’autentica spallata all’anticiclone, confinandolo sull’ovest Europa in assetto meridiano, condizione che favorirà la discesa di aria piuttosto fresca di matrice baltica lungo il suo bordo orientale. La manovra che spazzerà via l’anticiclone caldo inizierà domenica, ma si compirà con più decisione nella prima parte della prossima settimana, trascinando con sé la parte più corposa della massa d’aria fresca baltica tra martedì 21 e venerdì 24; l’azione fresca proseguirà comunque per tutta la prossima settimana, fino a domenica 25, soprattutto al Centro-Sud, come descritto anche in questo aggiornamento sui due spiragli di fresco che luglio potrebbe aprire. Ma quanto sarà consistente il crollo termico conseguente all’avvicendarsi di queste due masse d’aria opposte?
Le anomalie termiche nella prima fase
Nella prima immagine allegata (anomalia termica 15/18 luglio) abbiamo evidenziato l’anomalia termica stimata da oggi a tutto sabato 18, in attesa di un primo moderato calo termico per domenica 19 al Centro-Nord. Da essa si deducono bene valori oltre la media tipica del periodo su tutta Italia, in misura minore questa volta sulle regioni settentrionali, dove si resterà tra 1°C e 4°C oltre media, mentre il surplus termico si farà più consistente verso il Centro-Sud, da 4°C/5°C fino a 8°C/10°C sopra media. Il surplus proseguirà anche domenica 19, sempre nella misura di oltre 8°C sopra media, ma soltanto su Sicilia e localmente su qualche altro settore dell’estremo Sud; altrove le temperature andranno normalizzandosi.
Il ribaltamento termico della prossima settimana
Nella seconda immagine allegata, invece, questa sorpa, è rappresentata l’anomalia che prenderà piede da lunedì 20 e proseguirà per quasi tutta la settimana successiva, dunque il quadro termico complessivo riguarda la fase compresa tra lunedì 20 e sabato 26 luglio. Il contesto termico si ribalterà completamente, con tutta l’Italia sotto media. Le temperature, oltre a normalizzarsi, scenderanno addirittura sotto la norma, in misura meno marcata al Nord, sulle regioni tirreniche, su Umbria e sulle Isole Maggiori, dove si scenderà sotto norma mediamnete tra 0,5/1° ; il fresco si farà più sensibile sui settori alpini centro-orientali, sull’Est del Friuli Venezia Giulia, lungo le coste dell’alto Adriatico e su tutti i settori adriatici e appenninici corrispondenti, fino a gran parte del Sud peninsulare. Su queste aree i valori termici medi, per la prossima settimana, si collocheranno tra 2°C e 3°C sotto quelli tipici del periodo.
Ne consegue che il calo termico tra il picco caldo di sabato, in via generale, e quello di domenica, sull’estremo Sud, Sicilia potrà essere anche nell’ordine di 12°C, un valore decisamente importante, un autentico crollo termico. Il drastico cambio di rotta sarà verosimilmente impattante anche perché associato a una crescente instabilità, soprattutto verso le aree adriatiche e appenniniche corrispondenti; al Nord una certa instabilità diffusa sarà presente anche prima, come già osservato in questo approfondimento su caldo e temporali al Nord. Va inoltre considerato un progressivo aumento della ventilazione, in particolare al Centro-Sud e soprattutto sui bacini, con venti occidentali o meridionali nelle fasi iniziali dell’affondo, seguiti poi da ventilazione fresca settentrionale. Maggiori dettagli sull’importante cambio di circolazione atteso per la prossima settimana, nelle nostre quotidiane rubriche sul medio-lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF)


