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      Home » Temporali a ripetizione da Lunedì. Tempeste di neve sulle Alpi
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      Temporali a ripetizione da Lunedì. Tempeste di neve sulle Alpi

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 08/04/2026
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      9 Min Lettura
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      Meteo che cambia repentinamente

      Freddo siberiano smorzato e una primavera sempre più estrema

      Neve a ripetizione sulle Alpi

      Una nuova bufera – o meglio una serie di bufere di neve – si accinge, nei prossimi giorni, a interessare soprattutto la regione alpina, e si tratta di una novità tutt’altro che trascurabile, anche perché quest’inverno abbiamo assistito a nevicate molto sporadiche. Da lunedì 13, con l’arrivo di aria fredda e soprattutto di una serie di basse pressioni, le condizioni meteorologiche tenderanno a peggiorare nelle regioni settentrionali. Nelle aree alpine si avranno nevicate a ripetizione, probabilmente più intense, abbondanti e durature soprattutto sulle Alpi occidentali – intese quelle piemontesi e della Val d’Aosta – dove il maltempo dovrebbe tornare più volte.

      Contents
      • Freddo siberiano smorzato e una primavera sempre più estrema
        • Neve a ripetizione sulle Alpi
        • Il freddo siberiano non arriverà in Italia
        • Neve e maltempo nell’Europa settentrionale
        • Verso aprile: temporali, grandinate e contrasti termici
        • L’amplificazione artica e il blocco atmosferico
        • Come vestirsi in questa primavera imprevedibile

      Temporaneamente, precipitazioni abbondanti interesseranno anche le Alpi lombarde, il Trentino Alto Adige e il Veneto. Insomma, una situazione meteorologica piuttosto dinamica quella che si annuncia per alcuni giorni della prossima settimana – un guasto che non sarà di lunga durata, ma che potrebbe essere seguito da una nuova fase di alta pressione. Forti nevicate significano comunque apporti d’acqua importanti sulle Alpi e, finalmente, precipitazioni in arrivo anche nelle aree pianeggianti del Nord Italia: qui, però, sarà pioggia, poiché l’aria fredda in arrivo non ha tale intensità da far nevicare in pianura.

       

      Il freddo siberiano non arriverà in Italia

      L’aria fredda, sicuramente di origine siberiana, sembra essere molto attenuata man mano che si sposterà verso sud-ovest. Poi, soprattutto verso fine mese, si rinnova questa linea di tendenza dovuta alla formazione di una bassa pressione nell’Atlantico, verso l’isola di Madeira – tra Madeira e le Isole Canarie – che richiamerà nuovamente aria molto calda dal Nord Africa. Queste correnti calde si spingeranno verso la Sardegna e soprattutto verso la Spagna orientale e la Francia, mentre a est aria molto fredda si porterà dalla Russia verso i Balcani, minacciando nuovamente l’Italia di un’intrusione di aria fredda.

      Tuttavia, queste possibili escursioni verso l’Italia sembrano non aver avuto gran successo quest’anno, se non occasionalmente: ai primi di gennaio, quando al Nord Italia si ebbero delle gelate di una certa consistenza, ma niente di eccezionale. L’aria fredda che avevamo previsto, osservata ovviamente dai modelli matematici, tende ad attenuarsi man mano che si sposta verso sud-ovest, verso l’Italia e verso l’Europa centrale. Quel gelo proveniente dalla Siberia, quindi, non arriverà in Italia: questa è l’ultima indicazione disponibile e, ormai estremamente vicini alla scadenza, dobbiamo escludere questo evento atmosferico, anche se era stato ripetutamente segnalato dai modelli matematici – sia quello europeo sia quello americano – e appariva dunque abbastanza probabile. Il freddo si farà comunque sentire sull’Europa orientale, su quella centrale e su quella settentrionale, soprattutto per l’intrusione di aria fredda artico-marittima e per il transito ripetuto di perturbazioni.

       

      Neve e maltempo nell’Europa settentrionale

      Il tempo è molto instabile in Scozia: nevica a quote molto basse, immediatamente intorno ai 200 metri, e a tratti i fiocchi si sono fatti vedere anche a livello di pianura e costa. Ulteriori nevicate si stanno verificando sulle coste della Norvegia, mentre bufere a ripetizione si susseguono in Islanda – il tutto un po’ fuori stagione, dato che durante questo inverno di neve ne è caduta davvero poca sull’isola.

       

      Verso aprile: temporali, grandinate e contrasti termici

      Tornando al nostro tempo in Italia, sembra esserci una linea di tendenza più favorevole allo sviluppo di temporali. Avremo infatti forti differenze di temperatura tra l’Europa orientale e quella occidentale – e soprattutto tra l’Italia orientale e quella occidentale – che creeranno elevati contrasti termici. Questi contrasti, come è noto, favoriscono lo sviluppo di nubi a forte sviluppo verticale, quindi cumuliformi, con conseguenti temporali o rovesci intensi, forieri di pioggia fitta e di grandinate mediamente abbondanti, generalmente con chicchi piccoli. Eccezionalmente, non si esclude qualche grandinata con chicchi di dimensioni maggiori, anche se al momento non è prevedibile.

      Siamo già verso aprile e ci stiamo avvicinando al peggioramento di metà mese: questi fenomeni cominciano a farsi notare già in questa stagione, anche se siamo un po’ in ritardo. Bisogna dire che in Europa ci sono spesso aree di alta pressione e, soprattutto, questo freddo proveniente da est che inibisce la formazione di celle temporalesche favorevoli alle grandinate, il che spiega il ritardo di questi eventi.

      C’è poi un’anomalia davvero straordinaria: il ripetersi di aree di bassa pressione che si dirigono verso l’isola di Madeira, le Isole Canarie e il Marocco. Questo richiama ondate di calore dall’Africa settentrionale verso il Mediterraneo occidentale. Non vorrei che questa diventasse una tendenza persistente anche per i prossimi mesi, perché porterebbe ondate di calore seguite poi da sfuriate temporalesche anche di forte intensità – scenario già indicato da svariati modelli matematici a scala stagionale. Molto spesso, quando si osserva una linea di tendenza persistente, questa tende a ripetersi: è la cosiddetta persistenza, ed è ciò che osserviamo sempre più spesso, giustificata dall’Amplificazione Artica, che crea condizioni tipiche di blocco atmosferico.

       

      L’amplificazione artica e il blocco atmosferico

      Tanto per fare un esempio: questa fase di caldo avrebbe dovuto cessare intorno a metà settimana, e invece proseguirà addirittura sino a venerdì–sabato. Un evento che dapprima era previsto per un solo lunedì si allunga ormai quasi a una settimana intera, a dimostrazione di quanto l’Amplificazione Artica influenzi il tempo atmosferico, creando condizioni tipiche di blocco atmosferico.

      Questi blocchi possono essere più marcati soprattutto nelle stagioni principali, ossia in inverno e in estate. D’estate possono favorire la formazione di aree di alta pressione piuttosto persistenti, spesso associate a gran caldo che comprime l’aria nei bassi strati, portando a quelle temperature eccessive che ormai conosciamo bene. Abbiamo parlato di un’ondata di calore verificatasi alcuni anni fa, che portò le temperature fino a 34°C in Pianura Padana in aprile, battendo tutti i record precedenti: è questa la tendenza all’estremizzazione climatica.

      Quanto all’estremizzazione verso il freddo in Europa, la vediamo molto raramente. Quest’inverno l’abbiamo osservata nell’Europa nord-orientale, in Scandinavia e nei paesi baltici, dove si è formata addirittura una banchisa di ghiaccio fino alle coste della Germania orientale e della Polonia – qualcosa che non si verificava da molto tempo. La persistenza la vedremo prossimamente proprio in questo alternarsi di caldo e freddo, che significa sempre più caldo e sempre meno freddo, con l’avanzare della stagione.

      Queste situazioni sono figlie di forti contrasti termici, i quali generano anche la persistenza dei fenomeni piovosi e temporaleschi – spesso molto intensi – responsabili di quelle precipitazioni violente degli ultimi anni. Basti ricordare le varie alluvioni lampo verificatesi in Italia soprattutto nei mesi di giugno e luglio, e poi di nuovo in autunno. Correnti che tendono a persistere e sistemi temporaleschi che restano più o meno allocati nelle stesse aree possono ancora dare quelle precipitazioni violente, purtroppo.

      La prossima settimana vedrà esordire un tempo decisamente diverso rispetto al recente passato: stiamo migrando verso la primavera, una stagione che ha una veste molto diversa rispetto a quella che conoscevamo, figlia del meteo estremo, quindi difficile da prevedere e caratterizzata da giornate molto calde seguite da giornate estremamente fresche.

       

      Come vestirsi in questa primavera imprevedibile

      Sarà un po’ complicato gestire l’abbigliamento. Il consiglio è di tenere a portata di mano sia quello estivo sia quello di inizio primavera: non mettete da parte i giubbotti, perché potrebbero servirvi, mentre tirate fuori i capi più idonei alle temperature che in alcune giornate potrebbero nuovamente superare i 25°C, se non sfiorare addirittura i 30°C. Tenete però conto del repentino cambiamento e portate sempre con voi qualche indumento che possa fare da protezione per il rapido mutare delle temperature.

       

      Credit:

      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
      • Nature Communications Earth & Environment – Arctic amplification and jet stream response (2025)
      • Science Advances – A new era of bioclimatic extremes in the terrestrial Arctic (2026)
      • AER – Arctic Oscillation and Polar Vortex Analysis Blog
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