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freddo est Europa piogge Sud L’Europa sta attraversando una fase meteorologica di forte contrasto, in cui masse d’aria di natura profondamente diversa convivono sul continente generando scenari opposti a poche centinaia di chilometri di distanza.

 

Da un lato, una potente ondata di gelo polare domina la Scandinavia, il comparto baltico e la Russia occidentale; dall’altro, l’Europa occidentale e il bacino mediterraneo restano esposti a un flusso atlantico insolitamente mite e molto perturbato.

 

Sul Nord-Est europeo si è strutturata una vera e propria cupola fredda continentale, alimentata da aria artica e sostenuta da un campo di alta pressione termica al suolo. In queste regioni le temperature risultano diffusamente ben al di sotto delle medie stagionali, con minime molto rigide e condizioni spesso stabili o solo debolmente perturbate.

 

La caratteristica principale di questa configurazione è la persistenza: il nucleo gelido appare poco incline a rapidi spostamenti verso ovest o sud-ovest, rimanendo ancorato alle alte e medio-alte latitudini orientali.

 

All’opposto, sull’Atlantico settentrionale domina un getto occidentale teso e continuo, che convoglia una sequenza di perturbazioni verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo. Questi sistemi depressionari, alimentati da aria oceanica più mite e ricca di umidità, determinano condizioni molto diverse rispetto al Nord-Est del continente.

 

Piogge intense Europa

Sulle regioni mediterranee, sui Balcani e su parte della Penisola Iberica, le temperature si mantengono superiori alle medie di inizio febbraio, soprattutto alle basse quote e lungo le coste, dove l’influenza del mare amplifica l’anomalia positiva.

 

Questo assetto, tuttavia, comporta un rovescio della medaglia rilevante dal punto di vista idro-geologico. Le stesse perturbazioni atlantiche che mantengono il clima relativamente mite trasportano anche precipitazioni frequenti e talvolta persistenti.

 

In aree come l’Italia e la Penisola Iberica, già interessate da fasi piovose nelle settimane precedenti, i terreni risultano spesso saturi. Ciò aumenta sensibilmente il rischio di allagamenti, piene fluviali e frane, in particolare nei settori collinari e montuosi e lungo i bacini idrografici minori.

 

Nel complesso, il quadro attuale è quello di un’Europa spaccata in due: gelo intenso e condizioni più asciutte o stabili a nord-est, tempo più mite ma frequentemente perturbato sul settore occidentale e meridionale.

 

Finché il blocco freddo continentale resterà saldo e il flusso atlantico continuerà a scorrere basso di latitudine, è plausibile che questa dicotomia persista, mantenendo elevata la variabilità atmosferica e il rischio di eventi significativi, soprattutto sul fronte delle precipitazioni nel Mediterraneo.

 

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.

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