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Il meteo di questa parte finale di Novembre traghetterà l’Italia e il Mediterraneo in una fase veramente da pieno inverno con temperature sotto la media del periodo e a più riprese fino probabilmente verso l’esordio di Dicembre ci saranno occasioni di nevicate anche fino a bassa quota. Il quadro barico resterà fortemente orientato a una situazione atmosferica piuttosto dinamica.

 

Il quadro barico…

La situazione atmosferica che è andata a costituirsi dopo la metà del mese di Novembre pare possa durare più a lungo di quanto inizialmente si immaginasse. Il flusso perturbato nord-atlantico continuerà ad inviare perturbazioni atlantiche in direzione del nostro paese determinando continuamente occasioni per piogge, rovesci e temporali sul nostro paese con possibilità di nevicate anche a bassa quota o addirittura in pianura in qualche occasione. Il tempo potrebbe quindi mantenersi piuttosto instabile e  a tratti perturbato per almeno ancora una settimana o una decina di giorni.

 

Nuove perturbazioni in arrivo: ecco dove colpiranno

Nuove perturbazioni atlantiche raggiungeranno il nostro paese e stando alle attuali proiezioni si vivrebbero altre fasi perturbate: la prima perturbazione è attesa tra venerdì 21 e sabato 22 Novembre; la seconda è prevista tra lunedì 24 Novembre e mercoledì 26 Novembre mentre la terza perturbazione potrebbe arrivare tra fine Novembre e inizio Dicembre. I fenomeni in tutte e tre le perturbazioni interesseranno sia il Nord, sia il Centro, sia il Sud Italia.

 

Neve in pianura al Nord? Ecco la data ipotetica…

La data ipotetica per osservare nevicate in pianura al Nord Italia ad oggi è quella di lunedì 24 Novembre con possibilità che la neve raggiunta quote prossime alla pianura specialmente al Nord-Ovest, ossia tra Piemonte e Lombardia Occidentale. Potrebbe verificarsi una spolverata specialmente su queste aree oltre alla Valtellina e i fondovalle del Nord-Est Italia che, invece, potrebbero registrare precipitazioni nevose più abbondanti. La situazione è ancora estremamente incerta e dubbia in quanto i centri meteo globali non sono riusciti ancora a comprendere a fondo il posizionamento del minimo depressionario.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE.

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