Temporali tropicali — in questi giorni vi ho parlato di questo fenomeno. Ebbene, con temperature molto elevate, un’atmosfera tutto sommato calma, umidità elevata, abbiamo assistito già a partire dalla giornata del 12 agosto a fenomeni temporaleschi insoliti. E questo è solo l’inizio di una prima fase che si andrà a intensificare nei prossimi giorni.
Che cosa succede in questi temporali che ho definito tropicali? Innanzitutto, un chiarimento dal punto di vista meteorologico: quelli che stiamo osservando non sono temporali tropicali, ma temporali generati da instabilità atmosferica.
Un temporale dalle caratteristiche tropicali, in meteorologia, è un sistema che presenta caratteristiche ibride tra temporale convettivo tradizionale e ciclone tropicale. Questi hanno anche una dimensione molto ampia, possono estendersi per 200-300 km e raggiungere un’intensità pari a una tempesta.
Quelli più vicini a noi si formano nelle regioni tropicali dell’Oceano Atlantico, dove li vediamo svilupparsi appena a ovest dell’Africa per poi spostarsi verso ovest, verso le coste americane. Per comprenderci, quindi, in meteorologia quelli che definisco temporali tropicali è una forzatura e tecnicamente inesattezza: ho utilizzato il termine di “temporale tropicale” in ambito giornalistico, per illustrare che quelli che assistiamo sono fenomeni fuori dal comune per il nostro clima, che si sviluppano con temperature e umidità al suolo molto elevati.
Ad esempio, il temporale che ha interessato la città di Roma in alcuni quartieri non ha generato un repentino crollo termico: la temperatura è scesa appena a 30-31 °C. Questo perché il temporale era di ristrette dimensioni, e poi tutto attorno fa veramente molto caldo.
Insomma, il temporale tropicale non è quello che ci interessa, ma si tratta di temporali innescati da fortissimi contrasti termici, i quali generano una sorta di esplosione del cumulonembo che spinge verso il basso aria fresca; questa irrompe al suolo con vento furioso, definito in meteorologia downburst, un termine inglese che indica una vera e propria esplosione del vento, il quale poi si dirama a 360° attorno al rovescio violento delle precipitazioni. Precipitazioni che possono essere sotto forma di pioggia e di grandine.
In questi giorni vi ho parlato della possibilità che molte precipitazioni possano essere sotto forma di grandine, nonostante le temperature al suolo edin quota altissime. Innanzitutto, i cumulinembi superano i 5000 metri di altezza, e sulle regioni centro-settentrionali italiane raggiungono quote oltre i 10 km, dove le temperature possono scendere sotto i -40 °C: qui le goccioline di pioggia si solidificano e diventano grandine.
La frequente instabilità atmosferica, sballotta dal basso verso l’alto il chicco di grandine e lo fa crescere fino a dimensioni anche di vari centimetri di diametro. Oltrettutto, in atmosfera abbiamo concentrazioni di pulviscolo provenienti dal Sahara, anche se in quantità abbastanza basse rispetto ad altre situazioni. In questo contesto, con aria secca anche in quota, sembrano esserci le condizioni ideali per grandinate di medie e grandi dimensioni, più frequentemente di quanto accade con instabilità atmosferica priva di masse d’aria africane. Sembra che l’aria secca circostante favorisca ancora di più i contrasti termici e le turbolenze, ma su questo avremo il parere di un nostro esperto, d cui pubblicheremo un articolo sull’argomento.
Quindi, per concludere, in questi giorni vedremo temporali con caratteristiche diverse dal solito:isolati ma violentissimi, decisamente improvvisi, alcuni si formeranno sulla nostra verticale in tempi brevissimi, anche in meno di 30 minuti.
Una parola sul regrigerio. Tali temporali che però non causeranno un abbassamento generale della temperatura, ma solo un refrigerio temporaneo laddove si scatenerà il nubifragio o la violenta grandinata; poi la temperatura tornerà a salire, perché siamo ancora investiti da una situazione di calore.
Un cambiamento meteo più sostanziale potrebbe verificarsi durante la prossima settimana, ma al momento dobbiamo approfondire la previsione osservando le linee di tendenza dei vari modelli matematici, poiché il centro meteo europeo prospetta un cambiamento meno rilevante rispetto al centro meteo americano, che invece lo vede molto drastico.
In quel caso, i temporali saranno probabilmente di natura frontale, quindi ben organizzati, più diffusi e molto violenti, e seguiti da un abbassamento della temperatura, cosa che invece non succederà con i temporali di questi giorni di Ferragosto.
Comunque, attendiamo aggiornamenti meteo dai centri di previsione per avere linee di tendenza più puntuali.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE.