L’aria più fresca e secca che in queste ore attraversa l’Italia, dopo il lungo dominio africano di giugno e inizio luglio, non segna la fine dell’estate rovente, ma solo una parentesi più respirabile prima di una probabile nuova rimonta subtropicale. Le proiezioni meteo sulla seconda decade del mese iniziano a convergere: dopo il picco fresco atteso tra mercoledì e giovedì, con massime contenute tra i 26 e i 30°C e minime che in molte città torneranno persino sotto i 16-17°C, una graduale ripresa termica prenderà forma già nel weekend, per poi intensificarsi nella settimana successiva.
Ancora anticiclone africano?
Il respiro dell’Atlantico, che fino a giovedì avrà la meglio sull’Europa centrale, cederà nuovamente il passo a una struttura anticiclonica ben organizzata, di matrice nordafricana. Il caldo tornerà a salire dai deserti algerini verso il cuore del Mediterraneo, riportando temperature in aumento dapprima al Sud, poi anche al Centro e infine al Nord. Firenze, Roma e Napoli supereranno di nuovo i 34°C tra il 13 e il 15 luglio, ma con la differenza che questa volta sarà l’umidità a rendere il tutto più faticoso: torneranno le notti tropicali, le minime sopra i 23-24°C, l’afa costante anche nelle prime ore del mattino.
Il Nord non sarà risparmiato
Il Nord potrà beneficiare ancora di qualche infiltrazione più fresca in quota, capace di mantenere un minimo di dinamicità sui rilievi e sulle zone pedemontane, ma le grandi pianure padane non saranno risparmiate: Bologna e Milano potrebbero toccare nuovamente i 36°C entro metà mese.
La brutta notizia è proprio questa: il fresco che stiamo assaporando ha le ore contate, e non sembrano esserci all’orizzonte segnali affidabili di un ritorno duraturo a condizioni più miti. Chiaramente parliamo di tendenze a lunga scadenza, pertanto suscettibili di variazioni!
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