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Le condizioni meteo dei prossimi periodi sono dettate da un comun denominatore. Sole e caldo senza soluzione di continuità. E sapete di chi è la colpa? Ma sì, sempre del solito campanone africano. Che verrà a farci visita e nemmeno per poco tempo…

 

Rinforzo del promontorio

A partire dai prossimi giorni, il rinforzo ulteriore dell’Anticiclone subtropicale andrà a delineare un quadro meteo ancora più stabile e caldo su gran parte del bacino del Mediterraneo, con particolare enfasi sull’Italia centrale e meridionale. Le proiezioni modellistiche indicano un’espansione verso nord della cupola di Alta Pressione, alimentata da masse d’aria provenienti direttamente dal deserto del Sahara.

 

Questa massa d’aria, carica di calore e polveri desertiche, porterà un aumento progressivo delle temperature, che potranno raggiungere punte di 36-39°C nelle aree interne della Puglia, della Basilicata, della Calabria e della Sicilia. Anche in Campania, Lazio e Sardegna si registreranno valori ben superiori alla media climatologica del periodo, con giornate torride e notti tropicali.

 

Nel frattempo, lungo i margini occidentali ed orientali del sistema anticiclonico, la presenza di aree depressionarie in Atlantico e sul comparto balcanico contribuirà ad alimentare ulteriori impulsi caldi, accentuando l’intensità delle ondate di calore previste. Questi flussi perturbati, pur restando esterni alla cupola anticiclonica, favoriranno un richiamo di correnti calde meridionali, intensificando la stabilità atmosferica e l’effetto compressivo al suolo.

 

Alta Pressione solida e impenetrabile

L’attuale configurazione anticiclonica si caratterizza per una notevole solidità barica su tutti i piani atmosferici. In particolare, si osservano valori di geopotenziale molto elevati fino alla quota di 500 hPa, segno evidente della stabilità della colonna d’aria. Questo impedisce ogni tentativo di infiltrazione da parte di masse d’aria più fresche o instabili.

 

Le temperature in quota risultano particolarmente elevate: alla quota isobarica di 850 hPa (circa 1.500 metri di altitudine), le isoterme raggiungono anche i +24/+26°C, un valore estremamente alto per la prima parte di Giugno. Con una massa simile nemmeno di notte si respira…

 

La presenza di questa bolla calda determina un gradiente termico verticale molto debole, contribuendo alla stagnazione atmosferica, alla scarsa ventilazione e al possibile accumulo di inquinanti nei grandi centri urbani. Le condizioni favorevoli allo sviluppo di nubi sono pressoché assenti, con cieli sereni o al più velati da sabbia in sospensione trasportata dai venti sahariani.

 

Unica piccola eccezione

Nonostante il dominio dell’Alta Pressione africana sia ormai esteso a tutto il territorio nazionale, le regioni dell’estremo Nord continuano a mostrare una maggiore variabilità meteorologica, specialmente nelle ore pomeridiane. In queste zone, la vicinanza alle Alpi e alle correnti umide atlantiche consente ancora lo sviluppo di rovesci temporaleschi localizzati, soprattutto tra Lombardia montana, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.

 

Ma attenzione: oramai anche qui si osserva una progressiva riduzione della frequenza dei fenomeni instabili, a vantaggio di giornate sempre più calde e stabili. Nel corso della settimana, si prevede un ulteriore rafforzamento della struttura anticiclonica, con una fiammata calda che porterà le temperature massime a toccare i 34-36°C anche nella Val Padana.

 

Espansione africana nel Mediterraneo: la solita minestra

Il Mediterraneo, e con esso l’Italia, sembrano ormai avviati verso una stagione estiva contraddistinta dal dominio anticiclonico, in linea con quanto già accaduto negli ultimi anni. Le configurazioni bariche favorevoli alla persistenza dell’Anticiclone africano si stanno ripetendo con maggiore frequenza, segno di una nuova normalità meteo climatica che va assumendo connotati sempre più evidenti. E diremmo, sotto gli occhi di tutti.

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