Queste correnti occidentali ostacoleranno il pieno dominio della massa d’aria calda subtropicale, mantenendo così le colonnine di mercurio al di sotto dei 30°C su gran parte della Pianura Padana. Le condizioni saranno quindi più sopportabili, con un caldo meno opprimente rispetto al Centro-Sud, dove il respiro sahariano si farà sentire con maggiore intensità. Tuttavia, l’altro lato della medaglia sarà rappresentato da una maggiore instabilità.
Già a partire da queste ore si potranno formare rovesci e temporali localizzati lungo l’arco alpino, con interessamento in particolare del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Lombardia settentrionale e del Trentino-Alto Adige. I segnali provenienti dalla configurazione sinottica suggeriscono che questi fenomeni potranno spingersi anche verso le pianure, soprattutto nella giornata di DOMENICA, quando l’ambiente diventerà più propizio alla formazione di temporali più estesi e organizzati.
I principali modelli meteorologici evidenziano la presenza di una convergenza tra aria umida nei bassi strati e correnti fresche in quota. Questo incrocio dinamico favorisce lo sviluppo di cumulonembi a forte sviluppo verticale, i quali potranno generare fenomeni anche intensi, accompagnati da raffiche di vento, piogge violente e grandinate improvvise.
Le coste del Friuli Venezia Giulia e parte del Veneziano non saranno esenti da questi disturbi: anche in tarda serata si potranno osservare rovesci sparsi, segnale evidente di un’instabilità che non si limiterà solo alle aree montuose. Le ore a maggiore rischio saranno quelle centrali e il tardo pomeriggio di DOMENICA, quando i temporali potranno estendersi fino alle pianure del Veneto e dell’est della Lombardia, aumentando il rischio di fenomeni localmente severi e in rapido sviluppo.