Una settimana di instabilità che prepara il terreno al peggio
L’avvio della nuova settimana lascia poco spazio alle illusioni: nonostante l’avvicinarsi dell’estate meteorologica, che comincerà ufficialmente il 1° Giugno, il meteo sull’Italia continua a presentarsi incerto e, in alcuni casi, apertamente minaccioso. Dopo alcuni tentativi falliti da parte dell’Anticiclone, incapace di consolidarsi sul nostro Paese, lo scenario si prepara ad accogliere un nuovo vortice ciclonico, in grado di peggiorare ulteriormente le condizioni atmosferiche, soprattutto sulle regioni meridionali.
Ci troviamo in una fase in cui il Mediterraneo centrale resta privo di una figura barica dominante. L’assenza dell’alta pressione lascia spazio a una sorta di palude atmosferica, vulnerabile all’attacco delle masse d’aria più dinamiche in arrivo sia da Nord che da Sud. In questo vuoto barico si inserirà, nei prossimi giorni, un sistema ciclonico in formazione tra Algeria e Tunisia, destinato a risalire verso l’Italia tra giovedì 15 e il fine settimana.
Giovedì 15 maggio: il ciclone mediterraneo entra in scena
Il momento più delicato è atteso per giovedì 15 maggio, quando il ciclone afro-mediterraneo inizierà a coinvolgere direttamente il nostro Paese. Il primo impatto riguarderà le Isole Maggiori, in particolare la Sardegna meridionale e la Sicilia orientale, dove si prevedono piogge abbondanti, temporali e venti tempestosi in arrivo dai quadranti sud-orientali. Lo scenario, se confermato, potrebbe generare mareggiate intense sui litorali esposti, soprattutto lungo la costa ionica della Calabria e della Sicilia.
Il vortice ciclonico, secondo le proiezioni modellistiche, tenderà a spostarsi verso il Sud peninsulare, coinvolgendo progressivamente Basilicata, Puglia meridionale, Campania interna e Molise. Si prevede una fase di maltempo prolungato, con accumuli di pioggia significativi e possibili situazioni di criticità idrogeologica. A rendere tutto più complicato sarà la presenza di venti molto forti, localmente superiori ai 90 km/h, che potranno causare danni a infrastrutture, interruzioni nei collegamenti marittimi e problemi alla viabilità costiera.
Un ciclone tropicale? La minaccia di un TLC è reale ma contenuta
La combinazione di acque marine progressivamente più calde e di moti ciclonici ben strutturati pone anche il sospetto, seppur contenuto, di una evoluzione tropicale del sistema ciclonico. Il rischio che il vortice assuma le caratteristiche di un TLC (Tropical Like Cyclone) non può essere escluso del tutto, anche se la temperatura superficiale del mare, ancora non abbastanza elevata, potrebbe evitare che il fenomeno maturi del tutto in quella direzione.
Tuttavia, anche senza una piena tropicalizzazione, il comportamento del ciclone sarà comunque assimilabile, in parte, a quello dei sistemi tropicali: piogge violente in breve tempo, raffiche tempestose e pressione atmosferica molto bassa al suolo.
Fine settimana ancora instabile: il ciclone non molla
Il vortice potrebbe risalire ulteriormente verso il tacco dello Stivale, interessando nella giornata di sabato 17 maggio l’intero versante adriatico meridionale, e in parte anche l’entroterra lucano e campano, con fenomeni ancora intensi. Tutto ciò avverrà in un contesto dove l’alta pressione resta lontana, bloccata a latitudini settentrionali, in particolare tra la Gran Bretagna e l’Islanda, incapace di spingersi verso Sud.
Nel frattempo, un impulso d’aria fredda proveniente dall’Europa nord-orientale potrebbe agganciare la circolazione ciclonica, rafforzandola e prolungando la fase perturbata, probabilmente fino a domenica 18 maggio, specialmente per le regioni centro-meridionali. Le uniche aree che potrebbero beneficiare di qualche giorno di tregua saranno le regioni settentrionali, in particolare il Nord-Ovest, dove si farà sentire una maggiore influenza stabilizzante da ovest.
Un Mediterraneo senza guida, tra piogge e incertezze
La mancanza di un sistema anticiclonico stabile sta diventando una costante di questa primavera, e il risultato è una circolazione atmosferica caotica, in grado di generare anche eventi estremi con poco preavviso. Le interazioni tra masse d’aria fredda e calda, sempre più frequenti e disordinate, mettono l’Italia al centro di un mosaico barico difficile da prevedere con precisione su tempi lunghi.
Questo significa che, anche nelle fasi di apparente miglioramento, il rischio di nuovi peggioramenti meteo improvvisi resterà elevato, almeno fino a quando l’anticiclone non riuscirà a guadagnare stabilmente il Mediterraneo.