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Freddo e neve a bassa quota potrebbero arrivare nettamente in anticipo rispetto alla tabella di marcia: questo è esattamente il responso dell’ultimissimo aggiornamento meteo del modello americano GFS, che sembra spedire letteralmente in inverno la nostra penisola.

 

Quando potrebbe arrivare questa improvvisa ondata di freddo? Le temperature scenderanno già nei prossimi giorni, soprattutto al Nord, dove respireremo aria simile a quella invernale non solo di notte ma anche di giorno. Tuttavia, oltre a un po’ di freddo, non ci sarà molto altro, eccezion fatta per qualche pioggia rapida al Nord-Ovest con nevicate oltre i 1000 m di altitudine.

 

Ritorno clamoroso del caldo?

Tra il 15 e il 18 novembre, le temperature potrebbero risalire nuovamente su tutta Italia a causa di venti provenienti da Sud, carichi di aria tiepida nordafricana. In particolare, si prevede un’impennata delle temperature al Sud e sulle isole maggiori, dove torneremo a respirare aria tardo-primaverile, con valori localmente superiori ai 25 °C.

 

Terza decade piena di sorprese

Le carte in tavola potrebbero però cambiare nuovamente dopo il 20 novembre, nella terza decade del mese, che concluderà l’autunno meteorologico in Italia. Secondo il modello americano GFS, l’alta pressione delle Azzorre potrebbe espandersi con vigore su tutto l’Atlantico orientale, fino a raggiungere la Gran Bretagna e l’Islanda. In tal modo, i flussi atlantici verrebbero bloccati e le correnti artiche potrebbero influenzare gran parte dell’Europa centrale e del Mediterraneo centro-orientale.

 

Analizzando lo scenario previsto dal modello GFS, si ipotizza la discesa di una saccatura fredda proveniente dall’Artico, che dapprima interesserà l’Europa centrale e poi attraverserà l’Italia, generando un sostanzioso calo delle temperature e portando anche pioggia e neve a quote basse. Questo evento potrebbe concretizzarsi tra il 20 e il 25 novembre.

 

Neve in Italia?

Dove nevicherebbe? Al momento, è difficile capire con precisione le regioni interessate, le quote e l’intensità della neve. Solitamente, in presenza di anticicloni azzorriani così imponenti sull’Atlantico orientale, si verificano incursioni fredde artiche direttamente sul versante Adriatico e al Centro-Sud, ragion per cui le nevicate più consistenti potrebbero interessare l’Appennino centro-meridionale, fino a quote molto basse.

 

Ovviamente, siamo ancora nel campo delle ipotesi meteo a lunga scadenza. Sarà necessario attendere alcuni giorni per avere un quadro più chiaro e affidabile della situazione.

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