Una recente ricerca ha esplorato l’impatto a lungo termine delle attività quotidiane sul cervello, adottando una metodologia innovativa che combina tecnologie indossabili e scansioni di risonanza magnetica funzionale (fMRI). La ricerca è stata condotta da Ana María Triana, dell’Università Aalto in Finlandia, su un periodo di 19 settimane, durante le quali la stessa Triana ha partecipato come soggetto e ricercatrice. Questo approccio ha permesso di monitorare in modo continuo l’attività fisica e i marcatori fisiologici, grazie all’uso di un anello intelligente Oura e un monitor da polso di grado medico.
Nel corso dello studio, sono state effettuate 30 scansioni fMRI per valutare le funzioni cognitive, tra cui l’attenzione e la memoria, permettendo di osservare come le variazioni nelle attività quotidiane e nell’ambiente influenzassero la connettività cerebrale. I risultati hanno mostrato l’esistenza di due modelli distinti: una risposta a breve termine, della durata di circa una settimana, e un effetto a lungo termine, più graduale. Ad esempio, una sola notte di sonno disturbato può influenzare negativamente la concentrazione fino a una settimana, mentre i benefici derivanti dall’attività fisica possono estendersi fino a due settimane.
Lo studio ha inoltre rivelato una correlazione significativa tra la variabilità della frequenza cardiaca e la connettività cerebrale durante i periodi di riposo. Questo suggerisce che il monitoraggio costante con dispositivi indossabili potrebbe offrire nuove prospettive per comprendere e migliorare la salute cerebrale. In tal modo, si aprono nuove possibilità per interventi precoci e personalizzati nella sanità.
Questo progetto dimostra come le tecnologie tradizionali delle neuroscienze possano essere potenziate dall’integrazione con strumenti innovativi, fornendo una visione più accurata dell’influenza delle attività quotidiane sul cervello, su tempi diversi. I dati dello studio, pubblicato su PLOS Biology, sono stati resi pubblicamente disponibili per promuovere ulteriori ricerche nel campo della neuroscienza comportamentale e della medicina personalizzata.