Seguici su Google

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha recentemente rilasciato un’immagine affascinante che mostra un deposito di cloruro di sodio sulla superficie di Marte, sorprendentemente configurato come una faccina sorridente. Questa curiosa formazione è stata immortalata dal Trace Gas Orbiter del programma ExoMars, attivo dal 2016 con l’obiettivo di studiare la composizione dell’atmosfera marziana, concentrandosi in particolare sui livelli di metano e altri gas.

 

Uno degli aspetti più interessanti di questi depositi salini è che, solitamente, si mescolano visivamente con il terreno circostante. Tuttavia, grazie alle camere a infrarossi installate sul Trace Gas Orbiter, queste formazioni saline appaiono in sfumature di rosa o violetto, rendendole molto più facili da identificare. L’immagine è inclusa in uno studio pubblicato il 3 agosto su Scientific Data, dove per la prima volta i ricercatori hanno catalogato 965 depositi salini presenti su Marte, con dimensioni che variano dai 300 ai 3000 metri.

 

Questi depositi sono considerati fondamentali perché potrebbero fornire le condizioni necessarie per sostenere attività biologica e conservare tracce di vita passata. Si ritiene infatti che le antiche saline, resti dei laghi che un tempo esistevano su Marte, possano aver ospitato forme di vita microbica estremofila, capaci di sopravvivere alle drammatiche trasformazioni climatiche che il pianeta ha subito.

 

Circa 2 o 3 miliardi di anni fa, Marte ha attraversato un radicale cambiamento climatico a causa della perdita del suo campo magnetico e dell’erosione atmosferica causata dal vento solare. Questo processo ha portato all’evaporazione delle acque superficiali marziane, sia nello spazio che attraverso l’infiltrazione nel sottosuolo. Le ultime pozze d’acqua rimaste avrebbero raggiunto livelli di salinità estremamente elevati, permettendo loro di rimanere liquide anche a temperature inferiori ai -40°C, creando così un ambiente ideale per eventuali forme di vita microbica resistenti alla salinità estrema.

 

Recenti scoperte hanno rivelato che su Marte esistono quantità d’acqua molto superiori a quanto inizialmente ipotizzato. Un ritrovamento del giugno scorso ha confermato la presenza di ghiaccio d’acqua sui picchi più alti dei vulcani marziani. Inoltre, un’altra scoperta, avvenuta nell’agosto seguente, suggerisce l’esistenza di un vasto oceano sotterraneo, capace di ricoprire l’intero pianeta con uno strato d’acqua profondo circa 1,6 chilometri.

Queste scoperte accrescono l’entusiasmo della comunità scientifica, poiché alimentano la speranza di poter trovare non solo tracce di vita passata, ma anche forme di vita attuale su Marte.

Seguici su Google