WASP-76b è classificato come un “Giove caldo” a causa della sua estrema vicinanza alla stella madre, un fattore che lo rende anche bloccato marealmente. Ciò significa che una faccia del pianeta è costantemente rivolta verso la stella, ricevendo radiazione intensa in modo continuativo. Recentemente, ricercatori dell’Università di Ginevra e del Centro Nazionale di Competenza in Ricerca PlanetS hanno rilevato venti ad alta velocità che trasportano ferro vaporizzato dal lato sempre illuminato del pianeta verso il lato notturno più fresco.
Quando il ferro raggiunge il lato oscuro del pianeta, si condensa e precipita sotto forma di gocce metalliche fuse. Ana Rita Costa Silva, autrice principale dello studio e dottoranda presso l’Istituto de Astrofísica e Ciências do Espaço, ha sottolineato che queste osservazioni sono le prime a fornire dettagli ottici sulla parte diurna dell’esopianeta, offrendo informazioni cruciali sulla sua struttura atmosferica.
Le osservazioni sono state condotte utilizzando lo strumento ESPRESSO, montato sul Very Large Telescope (VLT). Questo strumento è rinomato per la sua precisione e stabilità, e le sue misurazioni ad alta risoluzione hanno rivelato la firma degli atomi di ferro in movimento nell’atmosfera del Giove caldo, grazie a una tecnica chiamata spettroscopia ad emissione ad alta risoluzione. Tale metodo è fondamentale per studiare le atmosfere degli esopianeti.
Christophe Lovis, astronomo dell’Università di Ginevra e membro del team NCCR PlanetS, ha sottolineato come la precisione di ESPRESSO sia essenziale per esplorare i processi dinamici all’interno delle atmosfere degli esopianeti, con un livello di dettaglio mai raggiunto prima.
Le ricerche su WASP-76b non solo mostrano le condizioni estreme presenti su questi super-Giovi ultra-caldi, ma offrono anche spunti preziosi per comprendere meglio i climi planetari nel loro complesso. La scoperta dei venti di ferro potrebbe aiutare gli scienziati a sviluppare modelli tridimensionali del clima su questo tipo di esopianeti, utili anche per studiare fenomeni simili su altri Giovi caldi o su esopianeti di diversa tipologia.
Queste scoperte sono state pubblicate nella rivista Astronomy & Astrophysics, e mettono in luce quanto ancora ci sia da scoprire sugli intricati meccanismi extraterrestri che regolano le atmosfere planetarie.