Gli studi inclusi erano prospettici e avevano misurato la concentrazione totale di testosterone tramite spettrometria di massa, garantendo un follow-up minimo di cinque anni. Utilizzando i dati individuali dei pazienti (IPD), i ricercatori hanno analizzato le relazioni tra le concentrazioni ormonali basali, quali testosterone totale, globulina legante gli ormoni sessuali, ormone luteinizzante, diidrotestosterone (DHT) ed estradiolo, e il rischio relativo di eventi CVD, decessi CVD e mortalità per tutte le cause.
I risultati principali dello studio indicano che solo gli uomini con una bassa concentrazione totale di testosterone presentano un rischio significativamente maggiore di mortalità per tutte le cause. In particolare, è emerso che una concentrazione di testosterone inferiore a 7,4 nmol/L aumenta notevolmente questi rischi.
Questa meta-analisi si distingue per la sua metodologia rigorosa: è la prima a utilizzare una meta-analisi IPD su importanti studi prospettici coortivi che impiegano la spettrometria di massa, riconosciuta come il metodo più accurato per la misurazione del testosterone. Questa tecnica ha permesso anche una misurazione precisa di DHT ed estradiolo, aggiungendo ulteriore robustezza ai risultati.
Inoltre, i ricercatori hanno ottenuto dati grezzi da nove degli studi inclusivi, rianalizzando i dati combinati. Questo approccio ha consentito un’analisi più sofisticata dei dati aggregati da più studi, offrendo test più solidi sulle associazioni.
Le scoperte, pubblicate sulla rivista Annals of Internal Medicine nel maggio 2024 con DOI: 10.7326/M23-2781, sottolineano come i bassi livelli endogeni basali di testosterone nel siero siano collegati a un maggior rischio sia di mortalità generale sia di morte per problematiche cardiovascolari negli uomini anziani. Gli autori, tra cui Bu B. Yeap et al., evidenziano l’importanza di monitorare i livelli di testosterone negli uomini anziani come potenziale indicatore di rischio per la salute generale e cardiovascolare.