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telescopio spaziale cinese Il 9 gennaio 2024 ha segnato l’inizio di una nuova era nell’osservazione dell’universo in raggi X, con⁤ il lancio del ‍telescopio spaziale Einstein Probe, sviluppato dall’Accademia Cinese delle Scienze (Cas). Questo avanzato strumento si è unito agli sforzi di Xmm-Newton dell’Agenzia Spaziale​ Europea (Esa) e di Xrism della Japan ⁣Aerospace Exploration Agency‍ (Jaxa) per ampliare la ⁣nostra conoscenza del​ cosmo⁢ attraverso la rilevazione di raggi⁢ X.

Nel periodo successivo al lancio, il team operativo della missione, composto da esperti della Cas, dell’Esa, ⁤dell’Istituto Max Planck per ​la Fisica Extraterrestre (Mpe) ⁢e del‌ Centre National ⁢d’Études Spatiales (Cnes) francese, ha ⁢portato a termine una serie di test ‍per verificare la funzionalità del veicolo spaziale e ⁢per calibrare gli strumenti scientifici a bordo. Durante questa fase, Einstein Probe ha iniziato a raccogliere dati scientifici da diverse sorgenti di raggi X, fornendo le prime immagini che attestano le straordinarie capacità dei suoi due strumenti principali: il Wide-field X-ray⁤ Telescope (Wxt) e il Follow-up X-ray Telescope (Fxt).

Carole Mundell, direttrice‌ scientifica dell’Esa, ha espresso grande soddisfazione per le prime osservazioni di Einstein Probe, sottolineando⁣ l’importanza della missione per ⁣lo studio di ampie aree del cielo in raggi X e⁤ per la scoperta di‌ nuove sorgenti celesti. Questi primi dati offrono uno sguardo affascinante sull’universo dinamico ad⁣ alta ‍energia​ che presto sarà oggetto di indagine da parte delle comunità‍ scientifiche.

 

La tecnologia a occhi di aragosta per il monitoraggio dell’universo

Il Wxt di Einstein Probe si avvale di una tecnologia innovativa basata sulle ottiche “lobster-eye” (a occhi⁢ di aragosta), che permette di coprire un campo visivo di‍ oltre 3600 gradi quadrati. Questo strumento è in grado di monitorare l’intero cielo in sole tre orbite,⁢ rilevando oggetti altamente energetici che si manifestano con un caratteristico segno‌ luminoso a forma di ‘più’.

Già nei primi mesi⁣ di operatività, Einstein Probe ha identificato⁢ una sorgente‌ X ‌transiente e ha scoperto altre 14 sorgenti temporanee ⁢di raggi X,​ oltre a rilevare ⁤i raggi⁢ X prodotti dai brillamenti di⁤ 127⁢ stelle. Queste rilevazioni saranno fondamentali ​per allertare altri telescopi a terra⁣ e nello spazio per osservazioni ‍di follow-up in diverse‍ bande dello spettro elettromagnetico, compresa la banda X, che possono essere effettuate direttamente‌ dallo strumento Fxt a bordo del satellite.

 

Osservazioni di follow-up rapide e dettagliate

Il Fxt di Einstein Probe è dotato di ‌due telescopi a raggi ⁤X ⁢per studi approfonditi di oggetti ed eventi che emettono in questa banda dello spettro. Questo ⁣strumento⁤ ha già dimostrato la sua affidabilità nell’osservare una varietà ⁣di sorgenti di raggi X, tra cui resti di supernova, galassie ellittiche, ammassi globulari e nebulose.

Con sorpresa dei responsabili della missione, Fxt ha già realizzato un’osservazione di follow-up di un evento a raggi X rilevato da​ Wxt, dimostrando le potenzialità di Einstein Probe durante la sua survey. Erik Kuulkers, project ​scientist Esa di Einstein Probe, ha evidenziato⁢ l’importanza di questa osservazione, nonostante gli strumenti non⁤ fossero ancora completamente calibrati.

 

L’avvio della campagna scientifica

Nei prossimi mesi, Einstein Probe proseguirà le attività di calibrazione in orbita, per ‌poi iniziare le osservazioni scientifiche di routine a partire dalla metà di giugno. Durante i tre anni di durata prevista della missione, il satellite, orbitando a 600 ‌km di altezza, manterrà⁣ i ‍suoi “occhi” puntati sul cielo alla ricerca di eventi transienti a raggi X e, grazie al telescopio di follow-up Fxt, studierà in dettaglio ‍sia gli eventi di nuova rilevazione sia ‌altri oggetti interessanti già noti.

Luigi Piro ⁣e Giancarlo⁢ Ghirlanda dell’Istituto‌ Nazionale di Astrofisica, entrambi scienziati selezionati dall’Esa per la partecipazione a Einstein Probe, hanno concluso sottolineando il ruolo cruciale della missione nel breve e medio‍ termine per la⁣ cattura e lo ​studio dei transienti nel cielo X,⁣ in un momento in cui altri grandi satelliti per raggi X stanno invecchiando o sono in ⁤standby. La strumentazione di Einstein Probe permetterà di rivelare, localizzare e seguire l’emissione X di transienti, inclusi le controparti di onde gravitazionali e i gamma ray burst nell’universo primordiale.

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