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ESTATE STRANA 2023 12 09T154638.633

 

Andiamo a vedere cosa propone il meteo dei prossimi periodi.

 

Da lunedì 11 a mercoledì 13

L’anticiclone sub tropicale dovrebbe dominare il centro-sud dell’Italia, portando stabilità, ma con qualche disturbo dato dalla circolazione atlantica nelle regioni occidentali. Le regioni tirreniche potrebbero vedere nuvolosità irregolare con isolate precipitazioni, mentre sulle adriatiche e ioniche ci potrebbe essere più sole. Al Nord, più vicino al flusso perturbato, si prevedono nuvole più consistenti e precipitazioni, soprattutto mercoledì.

Le nevicate sulle Alpi dovrebbero essere a quote elevate, almeno 1500 metri. Le valli, soprattutto la Valpadana, potrebbero essere caratterizzate da banchi di nebbia anche persistenti durante il giorno. Le temperature massime saranno al di sopra della media stagionale, con punte fino a 18°C o più, soprattutto al Centro e al Sud.

 

Tra giovedì 14 e venerdì 15

L’anticiclone delle Azzorre spingerà la saccatura verso sudovest, portando con sé aria fredda dall’Europa centrale. Questo movimento potrebbe causare un peggioramento del tempo sulla Penisola, soprattutto giovedì e venerdì, coinvolgendo maggiormente le zone centro-meridionali. Le temperature dovrebbero diminuire, riportandosi entro le medie stagionali o anche al di sotto in alcune zone.

 

Weekend 16-17 dicembre

L’anticiclone delle Azzorre dovrebbe prevalere sul Mediterraneo e sull’Italia, portando nuovamente tempo stabile e mite. È possibile l’arrivo di infiltrazioni più fredde dai Balcani con qualche instabilità all’estremo Sud della Penisola.

 

E sul dopo? Grandi manovre in vista!

Secondo i modelli attuali, sembra che un anticiclone possa portare condizioni più stabili e tranquille, con la possibilità di nebbie fitte nelle valli, soprattutto nella Valpadana, e nebbie basse in generale. Sulle montagne e sui colli, invece, si potrebbe avere sole. Il clima dovrebbe essere abbastanza mite, tranne nelle valli dove potrebbero verificarsi inversioni termiche e nebbie più persistenti.

Le temperature potrebbero risultare più basse nelle zone vallive a causa delle nebbie e delle inversioni termiche, mentre sulle Alpi e sull’Appennino si prevede che gli zeri termici possano superare i 3000 metri.

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