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Le calde giornate di ottobre che stiamo vivendo nel Nord Italia, e non solo, ci inducono a riflettere su un quadro climatico globale in rapida evoluzione. Al Nord Italia si è lontani dai classici giubbotti autunnali, così che l’attivazione dei termosifoni prevista per domenica 15 sarà rinviata. Ma, al di là delle impressioni di breve termine, cosa ci dicono i dati globali sull’attuale tendenza climatica?

Nel resto d’Italia c’è sapore d’estate: spesso ci sono temperature massime anche di 30°C, c’è un clima ideale per fare i bagni al mare, per vivere una sorta di stagione estiva come dovrebbe essere nella sua normalità, senza l’afa opprimente, il caldo rovente che rende l’aria inrespirabile e le notti insonni senza climatizzazione.

 

Numeri che Non Mentono

Il settembre appena trascorso ha fatto registrare cifre che dovrebbero farci riflettere seriamente. Con una temperatura di 1.75°C al di sopra della media preindustriale, il mese ha superato il tanto temuto limite di +1.5°C, una soglia che gli scienziati consideravano inviolabile e concordata dai principali governi mondiali. Il noto ente ERA5, forte della sua vasta raccolta dati, evidenzia che settembre 2023 ha superato di 0.93°C la media 1991-2020, stabilendo un nuovo record.

 

Europa e Italia

In Europa, la situazione è ancor più critica. Con un incremento di +2.5°C rispetto alla media 1991-2020.  L’Europa ha mostrato segni di riscaldamento ben più evidenti. L’Italia, in particolare, ha visto emergere una serie di fenomeni estremi: da temporali violenti a grandinate devastanti, passando per siccità e ondate di caldo. Le tradizionali stagionalità meteorologiche sembrano svanire, lasciando il posto a una condizione di imprevedibilità.

 

Montagne e Agricoltura: specchi di un cambiamento inesorabile

Le zone con clima continentale, come le montagne, sono particolarmente vulnerabili a questi cambiamenti. Le Alpi ne sono un esempio emblematico, mostrando chiari segni di alterazione. Fenomeni come alberi che perdono foglie in estate o difficoltà agricole a causa di fenomeni climatici estremi diventano sempre più frequenti. Questo pone non solo questioni ambientali, ma anche sfide socioeconomiche.

 

Guardando al Futuro: Quale Scenografia per il nostro Pianeta?

La sequenza di mesi con temperature sopra la media, inaspettatamente lunga, suggerisce che il 2023 potrebbe essere l’anno più caldo mai registrato. Mentre attendiamo ulteriori dettagli dalla NASA, dobbiamo confrontarci con una realtà in cui vivono oltre 8 miliardi di persone, molte delle quali in aree a rischio a causa dei cambiamenti climatici. Gli allarmi lanciati dai report dell’IPCC e dalle principali istituzioni mondiali non possono essere ignorati.

 

Il clima del nostro pianeta ha certamente sempre subito variazioni, ma oggi il contesto è radicalmente diverso. In un mondo popolato da miliardi di persone, dove ogni cambiamento ha ripercussioni su vasta scala, è fondamentale comprendere le tendenze in atto e prepararsi adeguatamente. Non si tratta di seminare paura, ma di avere consapevolezza e di agire di conseguenza, cercando soluzioni sostenibili per il nostro futuro.

 

Guerre

Mentre abitiamo un pianeta afflitto dai problemi del cambiamento climatico e cerchiamo di limitare le emissioni di gas serra, assistiamo e vediamo l’incremento di conflitti che, più di molte altre attività umane, danneggiano l’ambiente e l’atmosfera. Non dovremmo semplicemente etichettare ogni azione bellica come un atto incivile, ma piuttosto come un terrorismo rivolto al futuro, un pericolo latente per il clima delle generazioni future. L’essere umano ha combattuto guerre per millenni, ma le moderne conflittualità possiedono armamenti più distruttivi che rilasciano in atmosfera enormi quantità di inquinanti dannosi per la salute, il suolo e l’agricoltura. I mezzi di trasporto utilizzati in questi contesti non sono certo eco-compatibili. In breve, i conflitti annullano ogni nostro tentativo di diminuire l’inquinamento terrestre. Nessuno sembra in grado di interrompere questi fenomeni che l’umanità usa da tempo immemorabile come strumenti di dominio (e protezione). Ci troviamo nelle mani di irresponsabili, di individui pericolosi che guidano intere nazioni. Se poi penso che abbiamo migliaia di bombe atomiche. Beh, meglio non andare oltre.

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