Il terremoto ha manifestato un’intensità compresa tra il IV e V grado della scala Mercalli, classificata quindi come “forte” o “molto forte”. La località che ha risentito maggiormente dell’evento è stata Pozzuoli: qui sono state rilevate cadute di calcinacci e la formazione di crepe su alcuni edifici. Anche Napoli ha avvertito la scossa, sebbene con un’intensità minore, ma ha subito danneggiamenti come crepe su facciate e cornicioni di alcuni edifici.
Il rilevamento dell’evento è stato effettuato dall’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il quale ha reso noto che la causa della scossa risiede in un movimento tettonico avvenuto in direzione nord-est, precisamente nella zona di Monte Nuovo. Questo sisma principale è stato seguito da diverse repliche, di magnitudo inferiore, che si sono succedute nel corso della notte.
L’INGV ha sottolineato che la situazione relativa ai Campi Flegrei è in continua evoluzione. Pertanto, è di fondamentale importanza monitorare la zona con attenzione per valutare la potenziale minaccia di eruzioni vulcaniche. L’Istituto ha anche esortato i cittadini a rimanere informati seguendo le direttive delle autorità locali e aderendo alle norme di sicurezza in caso di nuove scosse sismiche.
L’area interessata dalla percezione della scossa si estende per un raggio di circa 200 km, e include città importanti come Napoli, Pozzuoli, Caserta, Salerno e Avellino. Come precedentemente menzionato, il terremoto ha inflitto danni soprattutto a Pozzuoli, a causa della sua vicinanza all’epicentro. Ancora una volta, l’INGV ha ribadito l’importanza per la popolazione di essere pronti e attenti, seguendo le raccomandazioni delle autorità locali e le procedure di sicurezza in caso di ulteriori eventi sismici.