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La sensazione di un meteo senza Inverno

Un inverno atipico potrebbe manifestarsi, succedendo alla serie di anomalie climatiche e alle temperature inusitatamente alte degli ultimi tempi. Per quale motivo sollevo questa questione? Centri meteorologici autorevoli come l’ECMWF, prevedono temperature sistematicamente superiori alla media per tutta la stagione invernale per l’Italia, e direi l’Europa, eccetto il nord est europeo.

Le anomalie previste potrebbero non sembrare significative (anche di circa e oltre appena 1°C), ma nemmeno quelle dell’estate e di settembre lo sembravano, eppure ci siamo ritrovati con temperature straordinariamente alte in Italia, in particolare a causa della durata di tale ondata di calore.

 

In Europa va peggio

Paesi come la Francia e la Germania hanno previsto da tempo che settembre avrebbe registrato temperature record, e così è stato. Una visione più chiara della situazione la avremo nei giorni a venire. Magari nelle prossime settimane, sempre sotto un aspetto previsione, quindi senza alcuna certezza.

 

Anno senza Inverno

Affrontare l’argomento di un ” anno senza inverno” non è un’idea così stravagante. Negli ultimi dieci anni, le nostre stagioni invernali sono state notevolmente più miti rispetto alla media storica. Questo diventa particolarmente evidente in montagna, dove non si manifesta l’inversione termica, tipica invece delle pianure invernali durante periodi di alta pressione. Infatti, gli inverni dell’ultimo decennio sono stati dominati da alte pressioni, con precipitazioni concentrate in brevi periodi, spesso intense.

 

NAO negativa

Guardando al futuro, climatologi e meteorologi concordano sul fatto che avremo un indice NAO negativo. Questo predispone a condizioni meteorologiche perturbate nel Mediterraneo e nelle zone alpine. Anche l’ECMWF, insieme ad altri centri meteorologici internazionali, prevede precipitazioni superiori alla norma. Molti centri sostengono che ci sarà molta neve sulle Alpi.

 

Nevicate recenti, irrisorio evento

Tuttavia, riguardo alle recenti nevicate, mi sorprende come siano state esagerate sui social network e nei media. Sembrerebbe che tendiamo a dimenticare il passato, dato che anche negli anni recenti abbiamo visto cadere la neve a settembre.

Le nevicate, riferendosi ovviamente al semestre più freddo, avvengono ora in periodi imprevedibili e con intensità variabile. Di conseguenza, alcune stazioni sciistiche stanno valutando l’idea di chiudere definitivamente.

 

Prossimo inverno più neve, ma incombe la mitezza

Il prossimo inverno potrebbe essere influenzato dall’indice climatico NAO negativo, portando condizioni di maltempo. E anche se la sola vista della neve sui monti potrebbe darci l’illusione di un vero inverno, bisogna ricordare che il clima invernale italiano, fino a una decina di anni fa, era ben diverso.

I giovani residenti nelle pianure del Nord Italia, in molti anni, non hanno visto cadere la neve, nonostante la media climatica suggerisca il contrario. Le stazioni sciistiche si mantengono grazie alla “neve vecchia di inizio stagione”, che spesso viene integrata con neve artificiale. In montagna, anche con temperature sopra lo zero, l’aria secca previene un completo scioglimento della neve.

 

Niente Inverno nella norma

Nessun modello matematico attualmente prevede un inverno nella norma, sebbene la scienza ci indichi la possibilità di vivere ondate di gelo estremo. Seppur possiamo citare alcuni inverni del passato, ciò non equivale a garantire un clima invernale regolare.

 

Il non Inverno dato per “grande Inverno”

Preceduto da un dicembre e gennaio più miti rispetto alla media, nel febbraio 2012, era l’inverno 2011-2012, abbiamo assistito a una ondata di gelo e neve per due settimane. Nonostante molti abbiano concluso che sia stato un inverno normale, le medie climatiche dell’intera stagione indicano temperature superiori alla norma, confermando che un episodio isolato, anche se protrattosi per due settimane, non può definire un’intera stagione.

Insomma, la questione che vede la definizione di un normale inverno è sempre più ardua perché si affievolisce la normalità del clima, a vantaggio di anomalie spaventose.

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