Piogge diffuse sull'Italia non prima del 10 Settembre: le tendenze di ECMWF e GFS
La prima decade del mese resta stabile e calda: le carte del modello europeo aprono a un possibile affondo atlantico al Nord, ma con molti se e molti ma e GFS non è del tutto concorde...
- Solo un break o la fine del caldo?
- Calo termico deciso?
- Ma quanto è probabile questo evento?
- Che cosa possiamo dire per concludere?
Settembre parte con condizioni meteo tutt’altro che autunnali, anzi pienamente estive. Per tutta la prima decade del nuovo mese non ci sono assolutamente possibilità di fronti perturbati: un potente anticiclone continuerà a interessare lo stivale. C’è però una data in cui sarebbe possibile un primo affondo stagionale, grazie a un ingresso più deciso delle correnti atlantiche sul nostro Paese.
Solo un break o la fine del caldo?
Prima di tutto dobbiamo chiarire un concetto importante: non sarebbe certamente una resa definitiva dell’estate. Anche perché coinvolgerebbe quasi solamente il Nord, mentre il Centro-Sud potrebbe rimanere ancora parzialmente protetto dall’anticiclone, seppure con una graduale attenuazione del caldo.
Una delle ultime simulazioni di ECMWF propone la discesa dalla Francia di una saccatura, cioè una struttura depressionaria in quota, diretta verso il settentrione. Se questa configurazione venisse confermata, sarebbe la volta buona per una nuova passata piovosa, magari con meno temporali violenti e più precipitazioni diffuse.
Calo termico deciso?
L’aspetto più interessante potrebbe risultare l’ingresso di aria più fresca, capace di dare una generale rinfrescata e di creare un bel contrasto con il caldo accumulato nelle ultime settimane. Dopo un lungo periodo nel quale l’anticiclone ha ostinatamente respinto qualunque tentativo di instabilità, si tratterebbe quindi di una notevole variazione del pattern meteo.
A coadiuvare questa ipotesi, vi mostriamo una mappa delle precipitazioni prevista per il 10 settembre, elaborata sulla base grafica Meteociel: evidenzia infatti una fase temporalesca particolarmente importante sul Nord-Ovest.
Ma quanto è probabile questo evento?
Siamo ancora nel campo delle ipotesi, che andranno ovviamente confermate nei prossimi aggiornamenti. Questo perché lo scenario che vi abbiamo appena proposto non è ancora condiviso pienamente da tutti i modelli, sia come intensità sia come calendario.
A titolo informativo, GFS, pur non escludendo il peggioramento, lo stima in una forma più attenuata. Anche le sue simulazioni individuano una fase instabile tra l’11 e il 12 settembre, ma con una saccatura meno profonda e temporali generalmente meno organizzati. Rispetto al modello europeo, dunque, il guasto risulterebbe traslato di 24-48 ore.
Che cosa possiamo dire per concludere?
Alla luce dei dati e delle mappe attualmente disponibili, la probabilità di un peggioramento significativo non può assolutamente essere data come certa, ma intanto è un segnale che va comunque tenuto in considerazione in fase previsionale.
L’estate 2026 continua a essere infinita, ma prima o poi l’autunno dovrà iniziare a farsi sentire. Se la saccatura riuscisse effettivamente ad affondare verso l’Italia, il Nord potrebbe vivere la prima vera svolta stagionale, anche se solo parziale. Dobbiamo però ricordare che sarebbe anche ora che le prime vere e proprie saccature riuscissero a penetrare su tutto il bacino del Mediterraneo, e non soltanto a portare qualche temporale esclusivamente dalla Toscana in su. Serve che il flusso atlantico riesca ad abbassarsi e a portare condizioni meteo di stampo piovoso su buona parte del Paese. Ma per adesso dalle carte non emergono segnali molto forti in tal senso, per cui bisognerà riporre le speranze solo attorno alla metà del mese.
Credit:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- Meteociel – Cartes du modèle GFS pour l’Europe
- Copernicus Climate Change Service
- WMO – World Meteorological Organization
