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9-11 Settembre: irrompe l'Autunno con crollo termico e temporali

Significativa saccatura nordatlantica e fine dell'estate

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Siamo reduci da un Agosto 2026 dichiarato ufficialmente dal Copernicus Climate Change Service, il servizio europeo di supporto all’adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, come il più caldo di sempre a livello globale: nessun altro Agosto, dunque, è mai risultato altrettanto torrido, con il superamento dei primati precedenti dell’Agosto 2023 e anche del 2024. Anche in Italia, più nello specifico, il mese appena conclusosi è stato il più caldo di sempre, con una persistenza anomala dell’anticiclone subtropicale come mai accaduto prima.

Anche nel corso della terza decade del mese scorso, mediamente la fase più vocata allo stemperamento dell’azione subtropicale, l’onda calda ha insistito in maniera ostinata in particolare al Centro-Sud, risultando leggermente meno opprimente al Nord e, come se non bastasse, anche in questa prima decade di Settembre la “zampa rovente del leone nordafricano” sta continuando a graffiare imperterrita tutto lo stivale, con anomalie da 4 a 6/7°C oltre la media. Ci sarebbe, però, ormai, più di uno spiraglio di cambiamento in vista, annunciato da giorni su queste pagine e confermato dagli ultimissimi dati provenienti da tutti i centri di calcolo, in primis da quello europeo ECMWF.

La svolta arriverebbe da Mercoledì 9 e Giovedì 10 Settembre

La svolta arriverebbe dal 9/10 Settembre prossimi, ossia da MercoledìGiovedì della prossima settimana. Sino ad allora, un ennesimo e molto probabilmente ultimo sussulto del promontorio anticiclonico nordafricano colpirebbe il Bel Paese, con una nuova generale lievitazione del campo termico, dopo il lieve ridimensionamento delle ultime ore, e valori che nei prossimi 2/3 giorni almeno insisterebbero abbondantemente sopra media: dapprima, specie oggi e in parte domani, anche di 5/7°C, poi, via via verso Lunedì 7 e Martedì 8, di 3/5°C oltre la norma, con caldo decisamente fuori stagione.

La circolazione si stravolgerebbe, invece, da Mercoledì 9 e Giovedì 10. Dal Regno Unito, un’ampia depressione nord-atlantica avanzerebbe progressivamente verso est, collocandosi, verso metà della settimana prossima, sulla Scandinavia e affondando con anse depressionarie verso tutto il Centro Europa e il Mediterraneo centrale. Si attuerebbe una classica saccatura perturbata nord-atlantica ben strutturata, con l’arrivo del maltempo da nord a sud, a cominciare dalle regioni settentrionali e del medio-alto Tirreno, poi verso quelle estreme meridionali.

Prima di questo guasto più significativo andrebbe rilevata una certa instabilità pre-frontale, essenzialmente diurna e pomeridiana, in arrivo già Martedì 8: essa interesserebbe soprattutto i settori alpini e prealpini, di più quelli centro-orientali, e localmente l’Appennino, qui in particolare quello abruzzese e marchigiano meridionale, ma fenomeni irregolari e localizzati sarebbero possibili anche su qualche pianura del Nord.

Mercoledì 9 Settembre, la prima vera perturbazione sul Centro-Nord

Ma sarebbe nel corso di Mercoledì 9 Settembre che arriverebbe la prima vera perturbazione collegata alla saccatura atlantica, la quale in questa giornata inciderebbe soprattutto sul Centro-Nord Italia. Rovesci e temporali diffusi riguarderebbero un po’ tutti i settori, ma in maniera più intensa e più insistente soprattutto la Lombardia, il Trentino Alto Adige, gran parte del Veneto e il Friuli Venezia Giulia, aree dove i fenomeni risulterebbero localmente violenti e associati a criticità.

Precipitazioni particolarmente consistenti anche sulla Liguria centro-orientale, su tutta la Toscana, sull’Umbria e fino al Lazio centro-settentrionale. Scrosci più irregolari sul resto del Nord e del Centro, aumento delle nubi al Sud, di più sul basso Lazio e sul Molise, oltre che sulla Campania nord-occidentale verso sera, ma qui con scarse piogge o ancora completamente assenti. Calo termico apprezzabile al Nord e, entro sera, anche su buona parte del Centro; ancora temperature invariate al Sud, con caldo moderato insistente, salvo un po’ più di fresco verso sera sulla Campania.

Giovedì 10 Settembre, l’instabilità raggiunge anche il Sud

Per Giovedì 10 Settembre i sistemi instabili continuerebbero a interessare diffusamente le regioni settentrionali, dove un progressivo miglioramento sarebbe atteso soltanto al nord-ovest, e quelle centrali, con altri rovesci e temporali diffusi; nubi e fenomeni si estenderebbero progressivamente anche al Sud, con l’arrivo su questi settori di acquazzoni e temporali sparsi, più intensi sulla Campania, specie occidentale, tra Casertano e Napoletano, ma diffusi sul resto delle zone entro sera, meno sostanziosi soltanto sulle aree ioniche e sulla Calabria centro-meridionale.

La temperatura subirebbe un ulteriore calo generale, più apprezzabile al Sud, con valori che si normalizzerebbero su gran parte del Paese, forse ancora leggermente sopra la norma sul basso Adriatico e sull’estremo Sud, Sicilia compresa, ma anche qui comunque in apprezzabile diminuzione; i valori potrebbero scendere addirittura sotto media localmente, come sulla Sardegna, sull’Emilia Romagna e sulla Pianura Padana centro-orientale.

Venerdì 11 Settembre e la tendenza dei giorni successivi

Per Venerdì 11, l’onda instabile evolverebbe con asse verso est, tuttavia ancora con rovesci e locali temporali residui al nord-est e su Alpi e Prealpi centro-orientali, sparsi anche sull’Appennino centro-meridionale e sulla Sicilia centro-orientale, più diffusi sul medio-basso Adriatico e sul basso Tirreno. Temperature in ulteriore calo al Sud e sulla Sicilia, pressoché stazionarie altrove e in media ovunque, dunque con cessazione definitiva del caldo anomalo, magari solo in leggero aumento rispetto al fresco dei due giorni precedenti al nord-ovest e sull’alto Tirreno.

In seguito all’azione impattante di questa saccatura nord-atlantica con connotazione dichiaratamente autunnale, la circolazione sull’Italia potrebbe continuare per diversi giorni a seguire all’insegna di correnti settentrionali e nord-occidentali, quindi con una certa instabilità a fasi alterne da Nord a Sud, ossia con giornate segnate da rovesci e locali temporali, altre anche con assenza di fenomeni, tuttavia in un quadro termico che rimarrebbe stazionario intorno alla media tipica del periodo.

Sulla base dei dati attuali ci sentiamo di ipotizzare una disfatta definitiva dell’estate dopo l’azione decisamente incisiva della saccatura nord-oceanica, che avrebbe la sua massima espressione verso metà della prossima settimana, come ormai concordano i principali modelli, ma che aprirebbe un varco mediamente fresco e instabile al flusso nordatlantico, difficilmente sormontabile da nuove rimonte calde subtropicali. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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