Continua imperterrita l’azione del fronte caldo africano verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. La cupola di calore che, ormai da diversi giorni, domina sul Mediterraneo e su buona parte anche dell’Europa centro-meridionale è in piena attività, con aria rovente su tre quarti del continente: restano esclusi solo i settori baltico-scandinavi e, negli ultimi due giorni, anche alcuni settori nordorientali, qualche area britannica e alcune zone del sud-est Europa, tra Grecia, Turchia e i territori intorno al Mar Nero. Le temperature sono infuocate e abbondantemente sopra la norma in molte nazioni: sulla nostra Italia, si registrano punte massime diffusamente comprese tra 38°C e 39°C, con alcuni valori di 40°C e oltre da Nord a Sud.
Non particolarmente confortanti, per di più, sono anche le ultime proiezioni sul possibile affievolimento dell’onda calda: è prevista una certa attenuazione della calura, ma sempre più avanti nel tempo, perlomeno per quanto riguarda un calo davvero apprezzabile.
Nord Italia: un’attenuazione modesta nel weekend
Gli ultimissimi dati, quelli di stamattina, confermano una certa attenuazione dell’onda rovente sulle regioni settentrionali verso il prossimo fine settimana. Il calo, però, non sarebbe particolarmente significativo: si perderebbero al più due o tre gradi, soprattutto grazie a una maggiore nuvolosità irregolare e a un’instabilità quotidiana più marcata per l’ingresso di aria più umida da ovest. In linea di massima, i valori continuerebbero comunque a restare tre o quattro gradi sopra la norma.
Sud Italia: l’ondata calda resiste fino a quasi Ferragosto
Per le regioni meridionali, invece, l’onda calda sembrerebbe protrarsi a oltranza, con poche variazioni rispetto ai valori attuali: non solo per tutta questa settimana, ma probabilmente anche per buona parte di quella successiva, o perlomeno fino alle soglie di Ferragosto, come confermano anche le ultime proiezioni sul caldo soffocante atteso fino a metà mese. Insomma, un’ondata calda dura a morire, con dati ancora più sconfortanti, questa mattina, proprio in riferimento alla sua persistenza.
Qualche fase di maggiore refrigerio locale potrebbe comunque presentarsi in occasione di instabilità convettiva, specie pomeridiana, seppure diffusa in maniera irregolare qua e là, soprattutto in prossimità dei rilievi interni; verso il fine settimana qualcosa in più potrebbe interessare anche le pianure del Nord. Sulla base di queste premesse, la domanda sorge spontanea: quando le temperature potranno finalmente tornare ad allinearsi alle medie tipiche del periodo, in maniera piuttosto uniforme da Nord a Sud?
Dopo metà agosto: le temperature potrebbero tornare in media
Abbiamo già accennato, nelle nostre precedenti analisi, che questa tendenza potrebbe farsi più concreta verso metà mese o da metà mese in avanti, per via di un graduale abbassamento in latitudine dell’azione del fronte subtropicale e, dunque, con una progressiva perdita di influenza sul nostro bacino.
Dal 14-15 agosto si potrebbero perdere 2-3°C da Nord a Sud, ma i valori continuerebbero comunque a restare 2-3°C sopra media. Poi, verso il 18 o sul finire della seconda decade – o al più tardi per i primi giorni della terza – le temperature potrebbero in via generale tornare nelle medie tipiche del periodo, in coincidenza anche con una fase più instabile, dovuta a una maggiore penetrazione di correnti umide oceaniche.
Fine agosto: possibile arrivo di aria più fresca dal Nord Atlantico
Stando ai dati più recenti sul lunghissimo termine, l’ultima settimana del mese potrebbe rivelarsi la più mite in assoluto, come emerge anche dalla nostra analisi sulla possibile rottura dell’estate dopo Ferragosto con l’arrivo di aria fresca oceanica. Sulla base delle anomalie bariche tracciate dal modello, in quella fase è attesa una maggiore influenza della circolazione nordatlantica verso il Mediterraneo centrale e l’Italia, con un possibile inserimento di correnti più fresche che, in particolare al Nord Italia, potrebbero portare le temperature addirittura un po’ sotto le medie tipiche del periodo, mentre altrove resterebbero sostanzialmente in linea con la norma .
Insomma, un refrigerio più sostanzioso interverrebbe sul finire del mese o nell’ultima settimana, con un completo reintegro dei valori nella media da Nord a Sud, e forse anche temperature più fresche della norma al Nord. Il tutto, naturalmente, sarebbe associato anche a un generale e ulteriore incremento dell’instabilità. Maggiori dettagli sull’evoluzione nel medio-lungo termine sono disponibili nelle nostre quotidiane rubriche di long range.