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Allerta meteo gialla Oggi 18 Agosto: temporali

Il bollettino di criticità della Protezione Civile segnala ordinaria criticità su sette regioni d'Italia.

Temporali in Appennino meridionale

Il documento porta l’orario delle 14:34 di martedì 18 agosto 2026: la mappa del Dipartimento della Protezione Civile tiene in verde tutto il Nord, l’intero Centro e la Sardegna, mentre accende il giallo su una fascia continua che parte dall’Abruzzo e scende fino allo Stretto, isole comprese. Non è un’allerta di quelle che riempiono i telegiornali, ma è comunque un avviso ufficiale, emesso da un ente dello Stato, e come tale va trattato con rispetto: la differenza fra un avviso istituzionale e le notifiche automatiche che arrivano sugli smartphone resta enorme, sia per metodo sia per affidabilità.

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Le regioni finite sotto osservazione

Il rischio temporali riguarda l’Abruzzo, con i bacini di Tordino e Vomano, l’alto Sangro e il bacino del Pescara; l’intera Basilicata, suddivisa nelle sette zone di allertamento che vanno da Basi-A1 a Basi-E2; tutta la Calabria, sia sul versante tirrenico sia su quello ionico; la Campania, dall’Alta Irpinia al Sannio, dalla piana campana all’area vesuviana, fino alla penisola sorrentino-amalfitana, ai Monti Picentini e al Cilento; il Molise, con il comparto Frentani-Sannio-Matese e l’alto Volturno; la Puglia per intero, dal Gargano e dalle Tremiti fino al Salento; e la Sicilia, dal versante tirrenico alle Isole Eolie, dal bacino del Simeto al settore sud-orientale e alle Isole Pelagie.

Il rischio idrogeologico, che è cosa diversa e riguarda la reazione dei versanti e del reticolo idrografico minore, si concentra invece su tre regioni: Abruzzo, Calabria e Sicilia, con le stesse zone già indicate per i temporali. Il rischio idraulico, infine, che chiama in causa i corsi d’acqua maggiori e le piene, compare una volta sola.

Perché la Calabria porta tre bollini insieme

La Calabria è l’unica regione a comparire in tutte e tre le sezioni del bollettino, e non è un caso. La sua conformazione – una dorsale montuosa stretta fra due mari caldi, con bacini corti e pendenze feroci – fa sì che l’acqua caduta sulla Sila o sull’Aspromonte raggiunga la foce in tempi rapidissimi. Le fiumare calabresi passano da alveo asciutto a portata di piena nel giro di poche decine di minuti, e questo spiega perché il rischio idraulico venga attivato anche in assenza di sistemi perturbati organizzati.

Allerta meteo per il 18 Agosto Protezione Civile

Il motore che accende i temporali

Siamo all’uscita di picco di un’ondata di calore lunga, e proprio questo rende la fase attuale delicata. Il Mediterraneo ha accumulato calore per settimane e continua a cedere vapore acqueo agli strati bassi dell’atmosfera; sopra, l’ingresso di correnti più fresche di matrice atlantica in quota aumenta il gradiente termico verticale, cioè la differenza di temperatura fra suolo e quota. È esattamente l’ingrediente che serve alla convezione per organizzarsi: aria calda e umida che sale, si raffredda, condensa e libera energia, alimentando celle temporalesche capaci di scaricare in un’ora quanto normalmente cade in settimane.

La conseguenza pratica la spiega bene il rischio idrogeologico associato. Dopo giorni di caldo intenso i suoli si comportano come superfici impermeabili, la crosta superficiale respinge l’acqua invece di assorbirla e il deflusso superficiale aumenta in modo sproporzionato.

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