Questa potrebbe essere l'Estate meno calda dei prossimi anni in l'Italia
Dalle temperature record del Centro-Nord alla siccità che alterna piogge torrenziali e lunghi periodi aridi, il clima italiano cambia volto: il punto sulle parole del professor Carlo Alberto Pratesi.
Non siampo pronto per vivere la stagione estiva
Fin dall’inizio della stagione estiva sostengo che non siamo pronti ad affrontare le ondate di calore che stiamo osservando. Bisogna innanzitutto definire correttamente l’evento attuale, perché anche chiamare “ondata di calore” ciò che è avvenuto in precedenza inizia a essere probabilmente sbagliato: stiamo vivendo, in realtà, una lunga fase calda che si estende per tutta la stagione estiva, con differenze di temperatura tra i periodi meno caldi e quelli più caldi che in realtà non sono così marcate.
Contents- Non siampo pronto per vivere la stagione estiva
- Il paradosso tra siccità e alluvioni
- Le parole di Pratesi a Massafra
In passato avevamo dei veri e propri rinfrescamenti, periodi di refrigerio in cui la temperatura, dai picchi massimi, scendeva anche di oltre 10°C, in alcuni casi anche di 15°C, soprattutto quando transitavano – per esempio sulle regioni settentrionali – fronti perturbati con temporali, oppure quando lungo la penisola arrivava il vento fresco proveniente da nord, nord-est o nord-ovest, capace di rinfrescare sensibilmente l’atmosfera. Durante un’altra stagione estiva si verificavano insomma periodi di refrigerio che alleggerivano sensibilmente la calura, una calura che comunque non era quasi mai così estrema come quella che stiamo vivendo oggi. Eventi estremi si registravano anche in passato, ma avevano una durata molto più breve.
Se guardiamo al Nord Italia, le temperature massime registrate quest’estate sono prossime ai record storici, distanti solo 1°C – in alcuni casi anche meno – dal loro superamento: situazioni atmosferiche ben più che estreme, che stanno però diventando la normalità perché si ripetono più volte nel corso della stessa stagione. Ed è proprio quello che stiamo vivendo. Quindi ciò che afferma il professor Pratesi non è affatto un’esagerazione: non siamo pronti a vivere ondate di calore così estreme, così come non siamo pronti ad affrontare i periodi di scarsità delle precipitazioni.
Il paradosso tra siccità e alluvioni
L’Italia è peraltro un Paese estremamente esposto anche alle precipitazioni estreme, che fanno parte a pieno titolo del pacchetto – se così si può definire – del cambiamento climatico: un cambiamento climatico che genera fenomeni meteorologici estremi, con piogge torrenziali concentrate in brevissimi periodi e capaci di causare dissesto idrogeologico, allagamenti nelle città e pericoli per la popolazione. Tutta questa pioggia, tra l’altro, cade spesso su un terreno indurito dal sole e dalla siccità, e finisce per gran parte in mare: dell’acqua caduta ne rimane ben poca a disposizione.
Testimone di questo paradosso è stata, ad esempio, la Sicilia qualche tempo fa, quando dopo una lunga fase siccitosa sono arrivate precipitazioni torrenziali estive, anch’esse concentrate in brevissimi periodi con accumuli considerevoli, che però alla fine hanno portato alle dighe di raccolta pochissima acqua. Serve dunque riorganizzare il sistema di raccolta delle acque, così come il sistema domestico e lavorativo, per il mantenimento di temperature accettabili negli ambienti.
Dobbiamo inoltre abituarci gradualmente, durante la stagione estiva, alle temperature elevatissime che stiamo vivendo, per non ritrovarci chiusi tutto il giorno dentro una sorta di bunker climatizzato. Questo tipo di clima così caldo e ostile crea purtroppo anche delle vittime, e non si tratta solo di anziani o persone cardiopatiche: sono spesso anche giovani che sfidano le temperature elevatissime, magari facendo sport o correndo, attività che non andrebbero svolte sotto il sole quando le temperature – soprattutto se associate a tassi di umidità molto elevati – possono risultare estremamente nocive per il corpo umano, arrivando a causare deficit multiorgano e, nei casi più gravi, la morte.
Le parole di Pratesi a Massafra
Ecco una sintesi di quanto dichiarato da Carlo Alberto Pratesi, presidente dello European Institute of Innovation for Sustainability e professore all’Università Roma Tre, in occasione del progetto “Valore Acqua” a Massafra.
Sul cambiamento climatico, Pratesi è netto: non si tratta più di un’anomalia, ma della nuova normalità, destinata peraltro a peggiorare. Le previsioni fatte decenni fa si stanno avverando con un’accelerazione superiore anche agli scenari più pessimistici, tanto da spingerlo a un’amara battuta: l’estate attuale potrebbe essere ricordata come la più “fresca” dei prossimi dieci anni.
Sulla preparazione culturale, il professore ritiene che la società non sia pronta ad affrontare la crisi climatica: manca un’educazione efficace, la famiglia spesso non è preparata, la scuola non ha tempi e strumenti adeguati, e servirebbe un cambiamento più olistico nelle abitudini di consumo quotidiane.
Sul risparmio idrico, Pratesi sottolinea gli sprechi evidenti e facilmente evitabili – come lavare auto e pavimenti con acqua potabile, o non riciclare l’acqua della doccia per gli scarichi – e ricorda il consumo “indiretto” legato ai prodotti che consumiamo, in particolare la carne, la cui produzione richiede grandi quantità d’acqua.
Sulla responsabilità condivisa, aziende e cittadini devono fare la loro parte, ma il professore nota una discrepanza tra la preoccupazione dichiarata dalle persone e il loro effettivo impegno pratico. Ritiene fondamentale investire in comunicazione, educazione e formazione, con professionisti capaci di raccontare bene sia le emozioni positive sia quelle negative legate al tema, per motivare un cambiamento reale prima che diventi un’imposizione.
Sul suo ottimismo, infine, Pratesi si dice convinto che si possa ancora fare qualcosa, pur temendo che si agirà soltanto quando non ci saranno più alternative. Per questo insiste sulla necessità di muoversi in anticipo, perché prevenire è sempre meglio che curare, e ribadisce quanto la comunicazione su questi temi sia oggi sottovalutata.
Credit
- Copernicus Climate Change Service (ECMWF) – Record heatwave brings hottest June for western Europe
- World Meteorological Organization (WMO) – Record-breaking heat spreads through Europe
- NOAA National Centers for Environmental Information – Global Climate Report, June 2026
- World Weather Attribution – Fossil fuel emissions have rapidly worsened European heatwaves
