Oramai è sicuro. I modelli meteo sono perfettamente concordi. C’è però un problema. Come sempre accade in questi casi, il prezzo da pagare sarà alto. Lungi da noi fare terrorismo meteorologico, vogliamo invece mostrarvi come avere un caldo così esagerato per molto tempo possa fornire una quantità enorme di energia per i sistemi convettivi temporaleschi.
Cosa sta accadendo
L’intensa e interminabile ondata di caldo sta veramente per finire. Ci ha letteralmente stancato tutti ed è stata di livello epocale per quanto riguarda intensità e, soprattutto, persistenza. Le ultime elaborazioni del modello meteo americano GFS mostrano, senza ombra di dubbio, un deciso aumento dell’instabilità, con l’arrivo di una fase temporalesca destinata a interessare molte regioni fino a Venerdì 3.
Doppio attacco perturbato
Dopo settimane dominate dall’alta pressione e da temperature eccezionalmente elevate, l’ingresso di aria più fresca ci farà sicuramente respirare molto di più, ma a un prezzo ben preciso: l’innesco di temporali intensi, con locali grandinate – anche di grosse dimensioni, come è già successo in Piemonte – e raffiche di vento localmente violente. Successivamente l’anticiclone potrebbe tornare a farsi sentire, ma con una potenza un po’ meno estrema rispetto alla fase precedente.

Timeline
Per quanto riguarda il nord, secondo le simulazioni del modello ECMWF, Mercoledì 1° Luglio è la giornata più critica, con una marea di temporali che potrebbero interessare il Nord Italia. Fenomeni sparsi, non particolarmente diffusi, ma purtroppo localmente molto intensi.
Le aree maggiormente esposte saranno il Piemonte e la Lombardia, con possibili coinvolgimenti anche delle pianure. Non sono esclusi nubifragi improvvisi, grandinate di forte intensità e raffiche di vento capaci di superare localmente i 100 km/h. Tra le zone potenzialmente interessate figurano diversi grandi centri del settentrione, tra cui Torino, Novara, Milano, Como, Lecco, Varese, Monza, Bergamo, Brescia, Asti, Alessandria, Cuneo, oltre alle aree del Trentino-Alto Adige e del Veneto.
La successiva evoluzione
Giovedì 2 Luglio il fronte instabile dovrebbe spostarsi verso il medio Adriatico e le zone interne del Centro Italia, con fenomeni più organizzati lungo il versante adriatico – in particolare tra Marche, Abruzzo, Molise e nord della Puglia. I temporali potranno risultare localmente violenti, soprattutto nelle ore centrali della giornata e in prossimità dei rilievi.
Venerdì 3 Luglio la circolazione fresca e instabile potrebbe coinvolgere invece il versante tirrenico centro-meridionale. Lazio, Campania, Calabria tirrenica e nord della Sicilia potrebbero assistere a nuovi temporali, accompagnati anche da grandinate, con possibili episodi intensi anche su città come Roma e Napoli. Stiamo parlando comunque di fenomeni piuttosto irregolari, ma non per questo meno pericolosi.

Finalmente la fine del caldo
L’effetto più evidente di questa fase sarà il ridimensionamento del caldo estremo. Le temperature massime potrebbero diminuire di almeno 7-9°C, mentre le minime potrebbero calare di 4-5°C. Secondo le attuali proiezioni del modello GFS, un ritorno a condizioni di caldo così intenso potrebbe essere meno probabile prima della seconda decade di Luglio. Certo, ritornerà in auge l’anticiclone, ma non con una fase così estrema. Seguite i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo nella prima decade di Luglio.

Credit:
- ECMWF – Monitoraggio ondata di calore estiva in Europa
- WMO – European State of the Climate 2025
- Copernicus Climate Change Service
- NOAA Global Forecast System (GFS)
