
(METEOGIORNALE.IT) Cos’è l’ITCZ e perché influenza anche il clima italiano
Nel panorama delle grandi dinamiche atmosferiche che modellano il clima globale, una delle meno conosciute — ma tra le più decisive — è l’ITCZ, ovvero la Zona di Convergenza Intertropicale (Intertropical Convergence Zone). Si tratta di una fascia atmosferica mobile, che si estende in prossimità dell’Equatore, dove si incontrano gli alisei dell’emisfero nord e sud, generando una vasta area di bassa pressione ricchissima di attività convettiva e temporali tropicali.
Questa regione, che può sembrare distante e irrilevante per l’Italia o per l’Europa, in realtà condiziona fortemente l’assetto stagionale del continente africano e, a catena, l’espansione verso nord dell’anticiclone africano. Quando l’ITCZ si sposta verso nord con l’avanzare della stagione calda, trascina con sé anche l’aria calda sahariana, influenzando direttamente il Meteo del Mediterraneo.
Primavera ed estate: il viaggio dell’ITCZ verso nord
Il movimento stagionale dell’ITCZ è regolato principalmente dalla radiazione solare. Durante l’equinozio di primavera, la fascia di convergenza inizia a salire verso nord, seguendo il percorso del sole. Questo spostamento è fondamentale per l’innesco del monsone africano, quel complesso sistema di venti e precipitazioni che determina il clima estivo dell’Africa occidentale e, indirettamente, la posizione dell’alta pressione sahariana.
Quando tutto procede secondo norma, l’ITCZ raggiunge latitudini settentrionali sufficientemente elevate già entro maggio, spingendo verso nord l’aria calda e secca che può facilmente invadere anche il bacino del Mediterraneo. È in questi casi che l’anticiclone africano comincia a dominare anche l’Italia, portando le famigerate ondate di calore, cieli sereni e temperature oltre i 35°C.
Il 2025 e il ritardo dell’anticiclone africano: colpa dell’ITCZ bassa
Nel contesto attuale, quello della primavera 2025, la ITCZ è rimasta più bassa del normale, bloccata da dinamiche complesse legate al raffreddamento degli oceani tropicali e alla persistenza di correnti equatoriali anomale. Di conseguenza, il monsone africano è partito con lentezza e l’anticiclone nord-africano non è riuscito a risalire verso nord come di consueto.
Questo ha avuto un impatto diretto sul Meteo italiano: le vampate di caldo che spesso irrompono fin da Maggio, soprattutto negli ultimi anni, non si sono manifestate, e l’Italia è rimasta esposta a flussi freschi e instabili provenienti dal Nord Europa e dai Balcani.
Finché l’ITCZ non si alzerà in modo deciso, sarà difficile parlare di estate vera. Anche eventuali tentativi di espansione anticiclonica subtropicale risulteranno deboli e vulnerabili, lasciando spazio a una stagione inizialmente incerta e turbolenta.
ITCZ e riscaldamento globale: uno spostamento non sempre prevedibile
Un ulteriore fattore di complessità è rappresentato dal cambiamento climatico, che sembra interferire con la posizione e il comportamento dell’ITCZ. Alcuni anni, come accaduto nel 2021 e nel 2023, la zona di convergenza si è mostrata instabile e oscillante, rendendo difficili le previsioni a lungo termine e provocando flussi caldi improvvisi seguiti da rapidi raffreddamenti.
Inoltre, il riscaldamento differenziato degli oceani — Atlantico tropicale, Golfo di Guinea e Mar Rosso — contribuisce ad alterare i modelli monsonici, con ricadute importanti anche sull’area mediterranea, che diventa spesso il punto d’incontro di masse d’aria in forte contrasto.
Quando potremo sentire davvero l’estate?
L’estate 2025, per manifestarsi pienamente anche in Italia, ha bisogno di un consolidamento dell’ITCZ a latitudini più alte e di una stabilizzazione dell’alta pressione africana. Le ultime tendenze indicano un possibile movimento più deciso solo a partire da metà Giugno, il che suggerisce una prima parte dell’estate più fresca e variabile, seguita da un probabile consolidamento del caldo intenso a Luglio. (METEOGIORNALE.IT)
