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      Home » Meteo inizio Giugno: l’anticiclone si indebolirà? GFS e ECMWF a confronto, parla Proietti
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      Meteo inizio Giugno: l’anticiclone si indebolirà? GFS e ECMWF a confronto, parla Proietti

      L'intervista che abbiamo fatto all'esperto evidenzia le tendenze meteo per la prima decade di Giugno

      Giuseppe Proietti
      Giuseppe Proietti
      Pubblicato: 27/05/2026
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      7 Min Lettura
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      Ci sono importanti novità nelle tendenze meteo per la prima decade di Giugno. In questo articolo Andrea Meloni ha intervistato Giuseppe Proietti, esperto collaboratore, che analizza cosa potrebbe accadere nella prima settimana del prossimo mese.

       

      Che cosa si intende per tendenza a lungo termine?

      Prima di tutto, è necessario chiarire un concetto importante. In questo articolo non vengono formulate vere e proprie previsioni meteo, bensì tendenze a lungo termine. Questo approccio non consente di stabilire se un determinato giorno di Giugno ci sarà un temporale o temperature fresche. È però possibile provare a dare uno sguardo d’insieme e analizzare se le temperature saranno più o meno al di sopra delle medie e le precipitazioni altrettanto.

       

      Dopo un lungo periodo dominato dall’anticiclone africano, che sta portando e porterà ancora a lungo temperature elevate e condizioni pienamente estive su gran parte del Paese, alcune perturbazioni atlantiche potrebbero tornare a interessare almeno una parte delle nostre regioni, a cominciare dal 3-4 Giugno in poi.

       

      Il modello GFS: la speranza atlantica

      Il modello di riferimento è il GFS, ovvero quello americano, un ottimo punto di partenza per un’analisi nel lungo range. Secondo le mappe in nostro possesso, l’Italia sarebbe interessata non solo da un calo dei geopotenziali, ma da un vero e proprio abbassamento del flusso atlantico. Si tratterebbe di una svolta molto importante se paragonata al gran caldo di questi giorni. Ciò non comporterebbe solo l’arrivo di qualche temporale occasionale sui rilievi o sulle alte pianure, ma un concreto cambiamento del tempo.

       

      Guardando la modellistica attuale, le regioni maggiormente coinvolte sarebbero quelle settentrionali e parte del Centro Italia, dove il passaggio delle correnti atlantiche potrebbe far abbassare le temperature e portare numerosi temporali. Chiaramente, non è possibile fornire ulteriori dettagli: sarebbe un eccesso di zelo provare a quantificare valori numerici di temperatura o precipitazione.

       

      È interessante la mappa che emerge dal modello americano. Si vede Intanto un calo della pressione in quota e quindi una maggior propensione ai temporali. Inoltre le temperature potrebbero calare di 4-6 gradi rispetto ai valori di questi giorni e, nonostante valori pressoché estivi, sarebbe tutto molto più sopportabile.

       

      Pattern simile anche per il modello europeo, ma in questo caso sarebbe solo una pausa momentanea. Non si tratterebbe di un lungo periodo dominato da correnti più fresche e caldo meno intenso.

       

      Ma è davvero sicuro?

      Quando si tratta di tendenze a lungo termine, occorre sempre procedere con molta cautela. Se tutto fosse confermato, si tratterebbe di una svolta significativa dopo settimane caratterizzate da un dominio quasi incontrastato dell’alta pressione subtropicale. L’eventuale ritorno delle perturbazioni atlantiche potrebbe quindi rappresentare una fase utile non solo per riportare un po’ di refrigerio, ma anche per alleviare il deficit di piogge che sta interessando diverse aree italiane.

       

      Ricordiamo che non dappertutto la primavera è stata piovosa e che questo caldo sta facendo evaporare enormi quantità di acqua. Non è affatto normale registrare certe temperature già a fine Maggio: se l’attuale fase anticiclonica perdurasse per settimane, sarebbe un autentico dramma.

       

      Il modello americano GFS vede concretamente un leggero ridimensionamento della cupola anticiclonica per i prossimi giorni. Questo è certo. Ma questo non basterebbe affatto cambiare la situazione. Sia perché le temperature si abbassano di pochissimo, sia perché qualche temporale in più qua e là non cambierebbe la solfa.

       

      La visione di ECMWF: pressione ancora sopra la media

      C’è tuttavia un’altra visione da considerare. Prendendo ad esempio le mappe di anomalia di geopotenziale elaborate dal modello europeo ECMWF, pur essendo entrambi colossi in campo previsionale e statistico, si nota come questa tendenza del modello americano non sia confermata da quello europeo. Anzi, l’ECMWF vede una pressione più alta della media – non così estrema come quella di questi giorni, ma comunque superiore. Questo scenario significherebbe forse qualche temporale e un lieve ridimensionamento termico, ma certamente non un cambio di pattern e ancor meno l’arrivo di temperature da maglione e giacchini.

       

      Le visioni tra i due modelli cominciano a non combaciare dal 3-4 giugno in poi. In questa immagine, a cura di ECMWF, si nota con abbastanza chiarezza che la pressione in quota prevista nella prima settimana di giugno saranno sopra le medie e di conseguenza anche le temperature. Non stiamo dicendo che ci sarà sicuramente caldo estremo, ma è probabile che non riescano ad arrivare alle perturbazioni, che vengono relegate alle quote molte alte.

       

      Un pattern preoccupante e un Mediterraneo sempre più anomalo

      Quello che è certo è che l’attuale pattern è estremamente preoccupante, sia perché le temperature risultano eccessive per il periodo dell’anno, sia per il fatto che il Mediterraneo sta vivendo una fase climatica piuttosto anomala. Negli ultimi anni le ondate di caldo anticipate sono diventate sempre più frequenti, con l’alta pressione africana capace di espandersi verso l’Europa meridionale già nella tarda primavera. Senza contare che questo protagonista scomodo continua a condizionare il meteo anche nella prima parte dell’autunno, spesso tra metà Settembre e inizio Ottobre.

       

       


      Credit:

      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • WMO – World Meteorological Organization, European State of the Climate 2025
      • Copernicus Climate Change Service (C3S/ECMWF)
      • Mercator Ocean International – Mediterranean Sea Mid-Year Highlights 2025
      • EUMETSAT – Europe in 2025: extremes from the Arctic Circle to the Mediterranean
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