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Condizioni meteo delicate per la Valle Padana nella prima decade di Giugno

I modelli ECMWF e GFS indicano che sarà terra di confine tra caldo intenso e frescura, attenzione ai temporali

Davide Santini di Davide Santini
30 Mag 2026 - 18:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Cari lettori, da alcuni giorni i modelli meteo ECMWF e GFS hanno fiutato la concreta possibilità di un cambio di rotta, soprattutto a cominciare da Martedì 2 Giugno. Dopo un paio di settimane caratterizzate da un fortissimo anticiclone e dalla quasi totale assenza di temporali, il quadro atmosferico cambia completamente. Ritorna il flusso Atlantico, che porterà una fase instabile per diversi giorni.

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Cosa potrebbe accadere

Secondo le elaborazioni dei suddetti modelli, la prima decade di Giugno dovrebbe essere contraddistinta da un continuo alternarsi di fasi calde e improvvisi peggioramenti, con temporali molto frequenti in Pianura Padana. Si tratta di una configurazione decisamente pericolosa, perché sarebbe una sorta di terra di confine tra il maltempo delle Alpi e della Francia e il caldo intenso dal Lazio in giù.

 

Il flusso Atlantico mantiene certamente le temperature ben più basse rispetto a quelle di questi giorni, ma sappiamo che il calore in eccesso non sarà affatto facile da smaltire. Ecco perché dobbiamo prepararci ad avere condizioni meteo piuttosto perturbate, con il concreto rischio di nuovi nubifragi e grandinate.

Tanti temporali secondo il modello europeo per la giornata di martedì 2 Giugno. Possibilità di sconfinamento su tutta la valle padana anche nella notte verso il 3.

 

Il focus specifico

I fronti perturbati in arrivo dall’Atlantico potrebbero risultare piuttosto insidiosi, soprattutto nelle giornate del 2 e del 3 e poi tra il 5 e il 6 Giugno. Le zone alpine e prealpine saranno particolarmente coinvolte, con fenomeni molto diffusi e anche persistenti. Ma è proprio il cuore della Pianura Padana a essere interessato dai fenomeni più violenti, proprio perché c’è tanto carburante in gioco: una condizione che diventa predisponente per lo sviluppo di violenti moti convettivi.

 

Nuova forte ondata di maltempo tra il 5 e il 6 giugno. Non possiamo dare ulteriori dettagli perché mancano parecchi giorni, ma si sta delineando la possibilità di avere una nuova ondata temporalesca, con fenomeni particolarmente forti.

 

Clima non particolarmente caldo

Come ormai molti lettori sanno, il prezzo da pagare per avere condizioni fresche e gradevoli nel cuore dell’estate sta diventando il rischio di violenti temporali. Ma non sarà solo frescura. Prima del passaggio delle perturbazioni, infatti, si attiveranno correnti meridionali molto miti che faranno impennare temporaneamente le temperature, soprattutto al centro-sud. Al contrario, sulla Valpadana, prima dei temporali ci sarà tantissima afa, un clima piuttosto pesante. Mentre dopo il passaggio il termometro calerà sensibilmente.

 

Che ma non particolarmente caldo con il nuovo regime atlantico, c’è però da dire che le mattinate saranno piuttosto calde mentre i pomeriggi risulteranno nettamente più freschi quando ci saranno i temporali.

 

Una nuova fase di maltempo

Fermo restando che il ponte del 2 Giugno è stato analizzato in molti articoli, vediamo cosa potrebbe accadere dopo. Le proiezioni indicano una nuova possibile irruzione instabile attorno al 5 Giugno, ancora una volta diretta principalmente verso il nord e le regioni centrali.

 

Il quadro che emerge è dunque quello di una prima parte di Giugno molto movimentata, anche se non certo eccezionale. Questo perché Giugno non dovrebbe essere sinonimo di stabilità assoluta: è da sempre un mese ricco di temporali e non bisogna stupirsi se l’estate meteorologica parte a singhiozzo. In fondo abbiamo visto quanto caldo può fare Maggio – semmai la vera anomalia è proprio quella, non la frequenza dei temporali a inizio Giugno.

 

Ma allora è una buona notizia?

In parte sì e in parte no. Quando le correnti atlantiche riescono a imporsi sul bacino del Mediterraneo, possono mantenere condizioni instabili anche per diversi giorni consecutivi. Per questo motivo gli esperti non escludono che una configurazione simile possa proseguire almeno per buona parte della prima metà di Giugno, con una buona dose di precipitazioni sulle zone settentrionali e neve sulle Alpi oltre i 2.800-3.200 metri. Alcune zone padane sono quelle più in deficit idrico a livello italiano e quindi è importante che piova con una certa frequenza.

 

Il problema, però, è che ormai sappiamo che piove quasi solo con questi fenomeni intensi: di conseguenza dobbiamo convivere con questo rischio. Sarà nostra premura aggiornarvi sugli sviluppi meteo dei prossimi giorni, anche se la situazione pare ormai chiara. L’anticiclone dovrebbe bloccarsi per un po’ sulle zone del settentrione, mentre potrebbe stagnare a lungo sul meridione.

 

Piogge frequentissime nei prossimi 15 giorni secondo il modello europeo. Ovviamente invitiamo I lettori a non guardare con precisione il proprio comune, ma a fare una visione d’insieme. Si può notare da questa mappa che le precipitazioni saranno davvero molto frequenti.

 

Per approfondire, consulta anche le previsioni specifiche per le aree più coinvolte: Pianura Padana e nord Italia, le Alpi e la tendenza generale per l’estate 2025


Credit: (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – Flash flood forecast products for Italy
  • ESTOFEX – European Storm Forecast Experiment
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Centers for Environmental Prediction
  • WMO – World Meteorological Organization
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione statistica tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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